Terzo anno di fila con 26 punti al giro di boa
Stefano Orengo
La Sampdoria sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia. Alla fine del girone d'andata sono 26 i punti racimolati da Atzori prima e da Iachini poi. 26 punti che, in una proiezione nel girone di ritorno a 52, vorrebbero dire salvezza risicata. A questo dato si può poi aggiungere un precedente: pericoloso o benevolo che esso sia. Con le dovute proporzioni tra campionato di serie A e di Serie B - e con le relative differenze nel numero di partite (38 in A, 42 nel torneo cadetto) - questo è il terzo anno consecutivo in cui i blucerchiati terminano il girone d'andata a 26 in classifica.
Il precedente è, in questo senso, ambivalente. Perché se l'anno scorso è pur vero che nel ritorno c'è stato il tracollo generale con conseguente retrocessione, due anni fa la reazione avvenne eccome e, dopo un girone d'andata chiuso con un ruolino di 2 punti nelle ultime 6 partite (ancora peggiore della striscia attuale), la scossa per la banda Delneri arrivò e i 41 punti della seconda parte di stagione portarono fino al 4° posto.
Altra squadra, altri tempi, ma stessi numeri. Numeri che purtroppo, dando un'occhiata alla storia recente del torneo cadetto, ci dicono che, negli ultimi anni, mai una squadra arrivata a 26 punti a metà campionato è poi stata promossa a fine stagione e che, anzi, in un caso (il Pisa 2008/09) è arrivata addirittura la retrocessione. L'eccezione positiva è rappresentata dal Torino: i granata nel 2009/10 furono autori di un girone d'andata disastroso a 27 punti, ma con ritorno impeccabile chiusero a 68 punti, con 5° posto e relativi playoff, persi poi in finale contro il Brescia di Beppe Iachini.


