Romagnoli: "Credo che l'Europa League sia alla nostra portata"
Gara particolare quella con la Roma per Alessio Romagnoli, in prestito alla Sampdoria proprio dai giallorossi. Il giovane difensore blucerchiato ha cominciato proprio dal pareggio di sabato sera l'intervista rilasciata ai taccuini de La Gazzetta dello Sport:
"A fine gara ho parlato un po’ con tutti, ricevendo un sacco di complimenti, anche da Totti. De Rossi mi ha chiesto come mi trovavo a Genova. Tutto perfetto, davvero".
Zeman, Garcia, Mihajlovic, tre modi diversi di rapportarsi con i giocatori.
"Li unisce il grande carisma e la personalità. Passatemi il termine, Sinisa è il più “incazzoso”. Per Garcia è diverso, dipende da come hai giocato. Zeman è il più tranquillo".
Ha sentito Palombo dopo la Roma? "Nella vita bisogna sognare, io penso all’Europa".
"A questo punto comincio a crederci anch’io. Magari non alla Champions, però credo che l’Europa League sia alla nostra
portata. Siamo forti. E le dico questo: le sfide contro Inter, Fiorentina e Milan diranno esattamente dove potremo arrivare
quest’anno".
Nella vostra crescita collettiva, quale importanza dà al lavoro di Mihajlovic?
"E’ stato ed è fondamentale per un giovane. E vi spiego perché: non ha problemi a mettere in campo uno di diciotto o diciannove anni e, se va bene, pure a confermarlo. Più della metà dei meriti sono suoi, Ci trasmette tranquillità e una mentalità vincente".
Lei ha un romano doc in squadra, De Silvestri, e un presidente nato al Testaccio.
"Con Ferrero parlo in romano, mi tratta come un figlio. Io, però, abito a 50 chilometri dalla città, sono più burino"
C’è un pericolo di ebbrezza da alta quota nella Samp?
"I rischi ci sono, ma non temiamo nulla e nessuno".


