SAMPDORIA MVP: Obiang tuttofare
Sostituire Palombo non era per nulla semplice, perchè Angelo garantisce protezione alla difesa, esperienza, carisma, personalità, senso della posizione, ma Pedro si è disimpegnato alla grande. Certo, non potrà aver vinto ogni contrasto, potrà anche aver sbagliato qualche appoggio, nessuno è infallibile, ma conta la prestazione.
La sua è stata di elevata qualità, in quanto ha offerto un apporto fondamentale in ogni fase. Ha dato il là alla manovra, ha cercato di verticalizzare il gioco non appena ne ha avuto l'occasione (la sua giocata di prima intenzione a servire Okaka in profondità nel corso della ripresa meritava il prezzo del biglietto), di testa ha fatto tremare il legno nell'azione che ha visto Eder gonfiare la rete, nel finale si è completamente immolato per chiudere lo specchio della porta ad El Shaarawy lanciato a rete.
Nessuna sosta, nessun passo a vuoto nel costante processo di crescita di Pedro, autore dell'ennesima prestazione ricca di qualità, quantità, dinamismo e mille polmoni. Anche senza il giocatore più esperto del centrocampo, il simbolo della Sampdoria, l'ex Atletico Madrid non ha perso la bussola, si è caricato sulle spalle un'ulteriore responsabilità, uscendo dal campo al triplice fischio finale con la consapevolezza di aver alzato l'asticella.
Contro i rinomati centrocampisti rossoneri Pedro ha fatto un figurone. Nonostante il lungo possesso palla ospite, non ha mancato all'appuntamento, si è rivelato l'elemento più vivo nella mediana blucerchiata nel ruolo più delicato, perchè in varie circostanze le squadre erano molto lunghe, i reparti erano lontanissimi, i capovolgimenti di fronte, le ripartenze restavano d'attualità. Lui ha agito da pendolo, da anello di congiunzione, fornendo un'altra prestazione da veterano.


