E. Mantovani: "La Sampdoria è una parte fondamentale della mia vita"
L’ex Presidente della Sampdoria, Enrico Mantovani, ha parlato ai microfoni de Il Pubblicista, giornale in sinergia con Sampdorianews.net, spiegando ancora una volta il suo amore per i colori blucerchiati e non solo:
Dott. Mantovani, siamo qua per parlare di un vero e incondizionato amore, la Sampdoria. Quando ha capito di esserne innamorato? “Mi viene da piangere, non succede spesso … Ogni volta che ascolto la canzone “Lettera da Amsterdam” o i cori della Sud capisco quanto sono innamorato della Sampdoria, piuttosto che dire quando è stata la prima volta; mi ricordo benissimo di essere andato a vederla a sei/sette anni, per poi tornarci con papà quando era addetto stampa, ma non riesco ad identificare l’inizio della “cotta”. La Sampdoria è una parte fondamentale della mia vita: sono cresciuto sampdoriano e poi da adulto ho sposato una donna sampdoriana con un figlio sampdoriano, insomma … casa mia è blucerchiata!”.
Qual è il giocatore che l’ha emozionata maggiormente? “Trevor Francis, proprio per il nome, perché per un sampdoriano sentire il nome di Francis abbinato alla nostra maglia sembrava impossibile, il solo immaginarlo qualche anno prima pareva un’eresia. Vengono i brividi a pensarci, al di là del fatto che ha avuto qualche problema fisico, ma come giocava era un sogno! Poi ne abbiamo avuti tanti, ad esempio Gullit che è arrivato da noi da un Milan stellare e ha fatto la sua migliore stagione in Italia, ma Francis su tutti!”.
Che effetto le fa da tifoso vedere presidente suo papà, l’indimenticabile Paolo, e presidente Ferrero, così diversi ma così amati dal tifo doriano. Come se lo spiega? “Non penso che il tifoso doriano faccia una valutazione in base ad aspetti caratteriali delle persone, contano altre cose come la capacità di trasmettere emozioni e ci sono modi diversi di poterlo fare. Tutti siamo d’accordo sul fatto che sono su due poli diametralmente opposti, ma uno adesso ricopre il ruolo di presidente della Sampdoria, l’altro lo è stato per tredici anni, ottenendo risultati tali che quel tipo di affetto lo avrebbe avuto chiunque. E’ incredibile il sentimento che è riuscito a tirare fuori papà nella gente, è riassunto nella frase che ha letto Attilio Lombardo in chiesa al suo funerale “racconteremo ai nostri figli chi era Paolo Mantovani””.


