ESCLUSIVA SN - I. Bonetti: "Sono passati 25 anni, ma sembra ieri. Avessi avuto un'altra testa..."
Un titolare aggiunto, in grado di farsi trovare sempre pronto ogni qual volta venisse chiamato in causa. Personalità da vendere, corsa, qualità e sacrificio, uno di quegli elementi imprescindibili per rendere vincente un organico. 25 anni dopo la conquista dello Scudetto, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Ivano Bonetti:
“Sono passati 25 anni, ma mi sembra ieri... Fu un'annata memorabile, siamo partiti ragionando di domenica in domenica, con la consapevolezza di essere forti, ma andando avanti ci rendemmo conto di poter davvero vincere qualcosa di indimenticabile. Ricordo quell'anno come se fosse il presente, vivevamo il quotidiano in maniera viscerale. Fu un traguardo storico, molti di noi avevano fatto dei voti e poi l'ultima giornata a Roma con la Lazio... io, Vialli e Cerezo biondi, Pagliuca rasato e depilato, Vierchowod con l'orecchino, Lombardo con il parrucchino... Ora è facile cambiare colore ai capelli o farsi fare un certo taglio, all'epoca chi faceva una cosa simile era davvero estroverso.
Ricordo molto volentieri le nostre cene. Bastavano due bicchieri di vino per poterci dire in faccia cosa pensavamo l'uno dell'altro, per poi ricompattarsi ed essere più uniti di prima. Quelle occasioni servivano proprio per confrontarsi, esternare il proprio pensiero, far emergere la nostra voglia di vincere, come ad esempio al terzo, o quarto passaggio sbagliato in allenamento... (ride, ndr). I tempi sono cambiati, ma ogni epoca, ogni evento dipende dalle persone, la storia è scritta dai personaggi, sarebbe un qualcosa di ripetibile dinanzi ai medesimi interpreti, se fossimo ancora in attività saremmo anche in grado di ripeterlo. Sono sempre le personalità a far la differenza, al di là del fatto che, con il passare degli anni, sia il sistema con i diritti tv ad avere la tendenza a gestirle e ad indirizzarle. All'epoca il nostro gruppo vantava importanti personalità, soggetti simili potrebbero rifarlo. La Sampdoria era una squadra che ha vinto ed è rimasta competitiva per diversi anni, contrariamente al Leicester che ha vinto quest'anno sorprendendo tutti, ma la squadra inglese può ripetersi, magari andando avanti in Champions, o vincendo qualche coppa nazionale. È una squadra di spessore, non si vince mai per caso.
I successi della Sampdoria sono legati in gran parte al Presidente Paolo Mantovani, a Vujadin Boskov e Paolo Borea, con loro siamo cresciuti, migliorati e arricchiti. Il Presidente era inimitabile per i valori nei quali credeva, spessore umano, profondità d'animo e lungimiranza, con la quale leggeva le situazioni prima di chiunque altro. Personalmente ho qualche rimpianto, se avessi avuto un'altra testa avrei potuto restare alla Samp altri 10 anni, ma al momento del prolungamento sono entrato in battaglie non mie e sono sceso ad una stazione quando avrei potuto restare a bordo prolungando il mio viaggio. Essere tuttora ricordato e salutato con affetto conferma che tutti insieme abbiamo lasciato il segno, con orgoglio posso evidenziare il mio onore per essere entrato in quella storia e poterci rimanere per sempre. Il rapporto d'affetto con la tifoseria resta vivo come se non fossero trascorsi 25 anni, oggi saremo più vecchi, ma l'atmosfera di festa ci farà rivivere quei magici momenti”.
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