THE STROKE OF GENIUS: Patrik Schick e i suoi dribbling ubriacanti
Quando comincia a scaldarsi, tra i tifosi blucerchiati sale l'entusiasmo. L'ingresso in campo di Patrik Schick, il “Re Mida” del goal blucerchiato, è accompagnato da fiducia e trepidazione. Un mix di sensazioni dovuto alle prestazioni del giovane attaccante ceco, che ci ha insegnato a credere che tutto è possibile, anche avendo un minutaggio ridotto a disposizione. I suoi sei goal in campionato da subentrato sono frutto di un talento esplosivo, capace di incantare con giocate di una bellezza sublime.
Non è retorica, ma pura oggettività: Schick scende in campo mostrando doti tecniche notevoli, dalla giocata di suola alla Mesut Özil ai dribbling che disorientano gli avversari, fino ad arrivare alle conclusioni: tiri chirurgici, che denotano un cinismo e una freddezza notevoli rapportati alla sua giovane età.
E' il 22' della ripresa quando Schick fa il suo ingresso sul terreno di gioco del “Ferraris”, accompagnato dall'ovazione dei tifosi. Questa sera non segna, ma regala colpi di genio che sono una gioia per gli occhi. Al 28' s.t. il suo dribbling nello stretto lascia esterrefatti per la facilità con cui lo confeziona; pochi minuti più tardi si invola ancora con una serpentina con cui salta due avversari e manda fuori tempo il terzo, ma la conclusione purtroppo non è irresistibile. Sulla retina, tuttavia, restano impressi i lampi di classe cristallina che regala. Ai suddetti dribbling, si aggiunge un tunnel ai danni di Izzo nei minuti finali.
Un attaccante che – concedetemi il paragone illustre anche se la sua carriera naturalmente è ancora all'inizio – ricorda nelle movenze e nella fisicità Van Basten, il “Cigno di Utrecht”. La strada per eguagliare un mostro sacro del calcio come l'olandese è ancora lunga, ma la Samp può godersi il suo “cigno blucerchiato”, che ci sorprende e incanta con giocate sontuose. Un'altra eccellente scoperta degli osservatori blucerchiati, i veri “talenti” dietro ai talenti.


