CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Ferrari tessera del mosaico
Enrico Cannoletta
Marco Giampaolo può essere soddisfatto.
Il tecnico blucerchiato ha sempre sottolineato che nel suo ideale di gioco, la difesa costituisce un reparto fondamentale in cui i meccanismi devono essere più che oleati. La sintonia del quartetto deve essere assoluta e gli interpreti non possono concedersi divagazioni.
Solo in questo modo, il "concerto" difensivo blucerchiato riesce ad essere armonico.
Ebbene, se vogliamo proseguire a usare termini musicali, contro il Milan la sinfonia è stata perfetta.
Puggioni non ha mai sofferto più del dovuto. Silvestre ha raggiunto puntuale ogni zolla del campo che richiedesse la sua presenza. Bereszynski e Strinic hanno corso, coperto, murato, pressato e addirittura in qualche occasione impostato.
Si. Perché il Milan dopo aver provato prima al centro, ha cercato sbocchi sulle fasce. Trovando baluardi insormontabili e reazioni repentine.
Infine Montella ha capito che l'unico mezzo per forzare il fortino sampdoriano avrebbe potuto essere il cercare di scavalcarlo.
Ma a questo punto è entrato in scena Gian Marco Ferrari.
Il difensore, lanciato da Giampaolo nella mischia dal primo minuto, in sostituzione di Regini, ha fatto subito capire di essersi immediatamente immerso nel "giampaolismo". E non ha fatto assolutamente rimpiangere Skriniar.
Insomma una difesa come il tecnico la vuole. Pronta ad accorciare il campo, ma anche a dare supporto al centrocampo. Dal quale è contraccambiata con inserimenti arretrati di Praet e Barreto. Con Torreira il cui apporto non è certo una novità.
Insomma, signori miei, se volete vedere il "calcio globale" venite a Marassi quando è di scena la Samp!


