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Juventus, il coraggio diventa caos: Spalletti salva la reazione ma ammette gli erroriTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:05Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Juventus, il coraggio diventa caos: Spalletti salva la reazione ma ammette gli errori

Spalletti apprezza la reazione della Juventus, ma ammette gli errori contro il Sassuolo: squadra senza equilibrio e troppo fragile nel finale di gara.

La Juventus torna da Sassuolo con una sconfitta pesante e molti interrogativi. Il 3-2 maturato nel finale non racconta soltanto una partita spettacolare, ma evidenzia soprattutto i limiti di una squadra incapace di coniugare ambizione e lucidità.

I bianconeri hanno avuto il merito di recuperare due volte grazie alla doppietta di Zhegrova, ma hanno vanificato entrambe le reazioni concedendo immediatamente nuovi spazi agli avversari. Il gol decisivo di Adzic è arrivato quando la Juventus avrebbe dovuto proteggere il pareggio e preparare con attenzione l’ultima offensiva.

Luciano Spalletti ha apprezzato la volontà dei suoi giocatori, assumendosi anche la responsabilità delle scelte effettuate. Rimane però una distinzione fondamentale: cercare la vittoria è un merito, perdere completamente equilibrio e razionalità è un errore.

Juventus lenta e poco incisiva nel primo tempo

La squadra bianconera ha iniziato la partita con un possesso prevedibile, trovando poche soluzioni nello stretto. Nico Gonzalez ha sfiorato la traversa nei primi minuti, mentre Koopmeiners ha avuto una possibilità dal limite senza imprimere forza e precisione alla conclusione.

Conceição ha provato a dare vivacità sulla fascia, ma i palloni portati verso l’area non hanno trovato un destinatario. Kolo Muani, ancora una volta, è rimasto lontano dalla zona decisiva e non ha effettuato neppure un tiro.

Spalletti ha riconosciuto le difficoltà nel coinvolgere il centravanti:

«Non siamo riusciti a trovare tanti spazi, queste giocate nello stretto dove si riesce poi a tagliare fuori delle linee della squadra avversaria. Abbiamo giocato poco su Kolo Muani perché quando loro avevano creato l'uomo contro uomo bisogna giocare sulla prima punta e ribaltargli il senso delle intenzioni perché sono costretti a trovare la possibilità di conquistare palla girandoti le spalle».

Il tecnico ha individuato anche il problema dell’ultima scelta. La Juventus è arrivata in diverse occasioni in zone promettenti, ma ha sbagliato il passaggio, il cross o la conclusione. Una produzione incompleta, che ha lasciato il risultato fermo sullo 0-0 fino all’intervallo.

La reazione non cancella la perdita di equilibrio

Nel secondo tempo la Juventus ha aumentato il ritmo, ma si è progressivamente allungata. Il vantaggio di Esposito è nato da una pressione poco aggressiva e da una linea difensiva incapace di proteggere lo spazio alle proprie spalle.

Spalletti non ha nascosto le responsabilità della squadra: «Qui non siamo stati aggrrssivi quando siamo andati a tentare di prendere la palla e poi si rimane alti con la linea dopo che hanno fatto l'uno-due, invece di scappare ed andare a coprire campo dietro le spalle... è vero, abbiamo lasciato degli spazi, dove abbiamo delle responsabilità, delle colpe, per cui questa è una cosa che bisogna sicuramente migliorare».

L’ingresso di Zhegrova ha dato alla Juventus qualità, dribbling e concretezza. Il kosovaro ha segnato l’1-1 e, dopo il nuovo vantaggio neroverde firmato da Bowie, ha trovato anche il momentaneo 2-2.

La doppia rimonta dimostra che la squadra possiede orgoglio e risorse tecniche. Il problema è quanto accaduto subito dopo: invece di ricompattarsi, i bianconeri si sono riversati in avanti in maniera disordinata, lasciando campo al Sassuolo e permettendo ad Adzic di segnare il gol decisivo.

Spalletti si assume la responsabilità

L’allenatore ha ammesso di aver chiesto alla squadra di cercare la vittoria anche negli ultimi secondi. Un’indicazione eseguita con eccessivo entusiasmo e pochissima lucidità:

«E' chiaro che ha perso degli equilibri ed è una cosa che non deve fare, ha perso un po' la ragione di andare a vincerla la partita andando ad attaccare in otto calciatori su una palla, ma bisogna rimanere almeno in parità numerica».

Spalletti ha poi rivendicato l’intenzione offensiva, spiegando di preferire una squadra disposta a correre rischi pur di ottenere i tre punti:

«Sono stato io che ha stimolato di andare a vincere questa partita da ultimo, quando eravamo in pari. E forse hanno eseguito troppo alla lettera quello che io gli ho chiesto, perchè poi si sono riversati in troppi dentro l'area di rigore».

L’assunzione di responsabilità è apprezzabile, ma non risolve la questione. Una grande squadra deve sapere riconoscere il momento della partita. Sul 2-2, dopo aver recuperato due volte e con pochi secondi ancora da giocare, la Juventus non poteva concedere una ripartenza in inferiorità numerica.

Provare a vincere non significa attaccare senza protezioni. Il coraggio deve essere accompagnato dall’organizzazione, altrimenti si trasforma in imprudenza.

«Una partita sanguinosa»

Spalletti ha descritto con efficacia il peso della sconfitta, sottolineandone le conseguenze sulla classifica e sull’entusiasmo:

«È una partita sanguinosa, perché ci costa molto sia a livello di entusiasmo, sia a livello di classifica, sia a qualsiasi livello».

La Juventus aveva costruito le condizioni per ottenere almeno un punto. Dopo il secondo pareggio avrebbe dovuto recuperare compattezza, mantenere la parità numerica alle spalle dell’azione e impedire al Sassuolo di correre in campo aperto.

Invece ha commesso nuovamente lo stesso errore. È questo l’aspetto più preoccupante: non soltanto aver concesso tre reti, ma aver subito due gol immediatamente dopo essere riuscita a pareggiare.

Spalletti non scende dal carro di Kolo Muani

Un altro tema centrale riguarda Kolo Muani. Il francese è rimasto ancora a secco e non è mai riuscito a concludere verso la porta. Spalletti ritiene che la squadra debba cercarlo con maggiore frequenza, soprattutto quando gli avversari alzano la pressione.

«Intanto la dobbiamo giocare di più su Kolo Muani, perchè la giochiamo poco: quando si vede che è tutto occupato a metà campo è segno che loro hanno rotto la linea difensiva e sono venuti ad agganciare l'uomo su uomo, per cui si va a giocare sulla prima punta, facendogliela tenere e ribaltando poi quella che è la pressione degli avversari, giocandogli addosso, e poi andando a sostegno».

La protezione pubblica dell’allenatore continua, ma Spalletti ha aggiunto anche una richiesta precisa al proprio attaccante:

«Invece abbiamo giocato poche volte, anche se in alcuni casi lui deve essere più cattivo, questo è vero».

La Juventus deve certamente servire meglio il centravanti, ma Kolo Muani deve fare di più per entrare nella partita. Zero conclusioni contro il Sassuolo non possono dipendere esclusivamente dalla qualità dei rifornimenti.

Zhegrova è la nota più positiva

Se Kolo Muani continua a faticare, Zhegrova ha fornito una risposta fortissima. Entrato nella ripresa, il kosovaro ha segnato due volte e ha trasformato un attacco prevedibile in un reparto molto più pericoloso.

Spalletti ne ha esaltato le qualità nell’uno contro uno:

«Zhegrova ha questa qualità qui, che diventa imprendibile, imprevedibile quando crea questi uno contro uno nello stretto».

Il tecnico ha ricordato anche i suoi limiti nella gestione del pallone e nel ripiegamento, ma la valutazione conclusiva è stata chiarissima:

«Se fai una partita offensiva e riesci a giocarla in quela metà campo, Zhegrova è un calciatore incredibile».

Dopo una doppietta del genere, l’esterno manda una candidatura evidente per una maglia da titolare. La Juventus ha bisogno di giocatori capaci di assumersi responsabilità e produrre gol: a Sassuolo Zhegrova è stato l’unico a farlo con continuità.

Adzic, la sentenza dell’ex

Il gol decisivo è stato realizzato da Vasilije Adzic, talento cresciuto nella Juventus e trasferitosi al Sassuolo per trovare maggiore continuità. Spalletti ne ha riconosciuto apertamente le qualità:

«Lui ha moltissime qualità, ha un bagaglio di molte cose positive perché ha resistenza, tecnica, calcia la palla come pochi, è un calciatore che ha una sua creatività».

Il montenegrino ha ancora bisogno di giocare e completare il proprio percorso, ma la rete contro la sua ex squadra ha confermato il potenziale del ragazzo. Lasciarlo completamente libero nella zona decisiva, però, è stato un regalo che la Juventus non poteva permettersi.

Una squadra coraggiosa, ma ancora immatura

Spalletti porta con sé la reazione e la volontà di non arrendersi. Sono elementi importanti, ma non possono coprire le carenze mostrate dalla Juventus.

La squadra ha costruito occasioni, ha trovato due pareggi e ha dimostrato carattere. Allo stesso tempo, ha perso le distanze, difeso male gli spazi e gestito gli ultimi secondi senza razionalità. Una formazione ambiziosa deve sapere attaccare mantenendo una struttura, soprattutto quando non può più permettersi di perdere.

La voglia di vincere è una qualità. La capacità di capire come farlo distingue però una squadra vera da un insieme di giocatori trascinati dall’emotività. A Sassuolo la Juventus ha mostrato carattere, ma non ancora la maturità necessaria per competere ai livelli indicati dai propri obiettivi.

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