La Juventus cerca da anni il nuovo Marotta: ora punta sul suo primo allievo
La Juventus cambia ancora. Come ha sempre fatto dal 2018 in poi, senza mai trovare grande continuità. Di rendimento, ma prima ancora di persone. Senza ignorare lo scudetto conquistato con Maurizio Sarri, il declino della Vecchia Signora ha un inizio preciso: la separazione da Beppe Marotta, l’amministratore delegato che insieme ad Andrea Agnelli ha costruito la squadra - e prima ancora la società - del ciclo d’oro. Non era d’accordo con l’acquisto di Cristiano Ronaldo, andò all’Inter e da allora i nerazzurri hanno conquistato tre scudetti, mentre la Vecchia Signora ha cambiato almeno tre amministratori delegati.
Il futuro si chiama Giovanni Carnevali. È l’attuale amministratore delegato del Sassuolo, come vi abbiamo anticipato, il dirigente individuato alla Continassa per ripartire, costruire insieme a Luciano Spalletti una Juventus che sia più vincente, e convincente, di quella vista finora. Ed è curioso, oggettivamente, che la Juve, alla ricerca di un nuovo Marotta, punti su uno dei due dirigenti sportivi italiani più vicini, per le rispettive storie personali, al presidente dell’Inter.
A scuola da Marotta. Carnevali, che del numero uno nerazzurro è stato testimone di nozze, non ha mai nascosto (né si capisce perché avrebbe dovuto farlo) un legame particolare. “È stato il mio maestro, siamo amici”, dichiarava nel 2019. Più di recente ha spiegato di aver imparato tanto, quasi tutto, da Marotta. Che, in passato, ha esplicitamente definito suo maestro. Tutto nasce da un consiglio: Marotta, ai comuni tempi del Monza (inizio anni ’90), prese, su indicazione di Carnevali, Fabio Cinetti, centrocampista ’73. Non un colpaccio indimenticabile per il calcio italiano, ma arrivò in Serie A e non era scontato. Da lì in poi, un sodalizio umano che però a livello professionale ha visto le carriere dei due dirigenti prendere strade parallele. Con un faro guida: non si fanno sconti. “Sul mercato il rapporto personale conta poco”, disse Carnevali mentre i due trattavano Frattesi. Che poi andò all’Inter.
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