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Serie A

4 vite in 1. La BBC, lo sgabello, il ritorno: Bonucci-Juve ora è per sempre

19.11.2019 17:45 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 7379 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Leonardo Bonucci e la Juventus, insieme fino al 2024. È di pochi minuti fa l'annuncio ufficiale del club bianconero, relativo al rinnovo di quello che ormai è diventato a tutti gli effetti il capitano della Vecchia Signora. Il più impiegato, il più cercato. In questa stagione come in quelle precedenti. Lo ha ricordato la Juve nell'annuncio ufficiale: il più presente, dal 2010/2011, con 376 partite in tutte e competizioni. Il più presente, in questa stagione, con 1440 minuti disputati. Il più cercato, sempre dal suo arrivo alla Juve, in Serie A: quasi 15 mila passaggi, nessun altro bianconero ne ha fatti altrettanti.

NON ERA PARTITO BENISSIMO - Arrivato nel 2010 per quasi 16 milioni dal Bari, Bonucci sembrava destinato a naufragare in quel mare agitato che era la Juventus di Delneri. Il settimo posto in campionato, le critiche dei tifosi, le difficoltà di un salto verso l'alto che sembrava addirittura prematuro. Nella prima stagione, l'unica negativa di Bonucci (e di tutta la Juve) da quando è a Torino, il viterbese sembrava persino aver smarrito le sue migliori qualità, quel modo di giocare la palla come un centrocampista che, in coppia con Ranocchia, aveva fatto le fortune dei biancorossi di Ventura.

POI È ARRIVATO CONTE: NASCE LA BBC - Il momento sliding doors di Leonardo, e di tutta la Juve. Il tecnico salentino arrivò come un tifone sull'intero ambiente bianconero. All'inizio, Bonucci non lo vedeva neanche: nelle prime quattro partite della Serie A 2011/2012 finisce in panchina. Poi la svolta: prima Conte lo lancia titolare in coppia con Barzagli (e Chiellini a sinistra). Infine arriva l'ormai celebre partita contro il Napoli: la scelta di mettersi a specchio contro Mazzarri. È la prima volta che la Juve gioca col 3-5-2 e finisce 3-3: non un grandissimo biglietto da visita per la difesa. Che però diventerà una filastrocca: Barzagli-Bonucci-Chiellini, la BBC.

I SUCCESSI, ANCHE CON ALLEGRI - Su questo nucleo fondamentale, a Torino hanno costruito una lunga serie di successi. Bonucci ne è il perno, in entrambe le fasi di gioco. Inserito in una linea difensiva a tre, ha due angeli custodi incredibili, con tutta probabilità i migliori marcatori italiani dai tempi di Nesta e Cannavaro, a guardargli le spalle. E può liberare le sue grandi capacità in manovra: le azioni della Juve partono da lì, che siano lanci lunghi, millimetrici, o tocchi brevi per far girare il pallone. Conte vince tre scudetti. Poi arriva Massimiliano Allegri, che progressivamente passerà alla difesa a quattro, ma alla copertina di Linus del 3-5-2 non rinuncerà mai in via definitiva. L'alchimia tra i tre è innegabile, ma i passi in avanti di Bonucci anche in una difesa a quattro sono abbastanza evidenti. Ed infati è il giocatore a cui la Juve non rinuncia praticamente mai.

LO SGABELLO, IL MILAN, IL RITORNO - Nella stagione 2016-2017, qualcosa si rompe. Nella partita col Palermo volano paroli pesanti tra il difensore e il tecnico. Leo segue la partita di Champions contro il Porto seduto su uno sgabello: ha poi spiegato che si è trattato di un episodio slegato dal provvedimento disciplinare, ma è un'immagine che diventa quasi simbolica. Dopo la finale di Cardiff, lo spogliatoio è in un subbuglio: dissapori mai confermati ufficialmente, ma in estate le partenze sono diverse. Tra queste, quella di Bonucci: va al Milan per una cifra superiore ai 40 milioni. Sulla carta, è il volto del nuovo corso rossonero, mette addirittura la fascia al braccio, contro la Juve segna ed esulta sciacuandosi la bocca. Però è un Milan che non va, che intristisce i suoi giocatori. E le parti tornano sui loro passi.

DI NUOVO JUVE, DI NUOVO ALLEGRI. ORA CAPITANO -
Un'estate dopo, Bonucci torna a casa. I dissapori con l'allenatore sono alle spalle, almeno a leggere le dichiarazioni dei due, e il difensore non sconta neanche un periodo di "penitenza". Subito titolare, subito nuovamente convincente. Senza BBC, però, e anche senza BBBC: Buffon è andato via, la Juve gioca a quattro in pianta stabile. Bonucci fa coppia fondamentalmente con Chiellini (tra l'altro determinante nel tenere aperta la porta a un ritorno del compagno e amico) e la Juve continua a vincere. Poi, la nuova rivoluzione copernicana: via Allegri, dentro Maurizio Sarri. Che perde quasi subito Chiello, affida la fascia al braccio sapiente di Bonucci e fa del numero 19 il leader indiscusso della retroguardia. L'attitudine a giocare il pallone, d'altra parte, è connaturata al difensore centrale classe '87. Uno che ha saputo affrontare alti e bassi, una delle fondamenta della Juve più vincente nella storia della Serie A. Uno che ha saputo tornare sui suoi passi, e da oggi si appresta a restare in quella che ormai è casa sua fino a 37 anni. Uno che ha vissuto quattro vite in una, in bianconero, ciascuna segnata da un allenatore diverso, plasmando la squadra e facendosi plasmare da essa. L'avventura più bella, in quel meraviglioso saliscendi che è stato Bonucci alla Juventus, è ancora da scrivere.


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