Altro che Modesto: il Monza è molto ambizioso. Il calcio italiano ha una nuova potenza?
La novità delle ultime ore, in casa Monza, è l'arrivo di Francois Modesto: Marinakis, una sorta di Berlusconi greco, lo ha lanciato all'Olympiacos, da direttore sportivo, quasi subito dopo aver visto le scarpe dell'ex terzino del Cagliari appese al chiodo. Al Pireo, il corso ha ripagato: negli ultimi tre anni, la formazione del porto di Atene ha vinto tre campionati consecutivi, allungando il proprio record già invidiabile. Ieri, Adriano Galliani ne ha confermato l'arrivo in Brianza: Modesto non sostituirà Antonelli, il direttore sportivo partito dalla Serie D e che si confronterà col campionato di A sempre nella stessa società, ma lo affiancherà. E avrà comunque ampi margini operativi, ha lasciato intendere il condor. Un cursus honorum che va di pari passo con la storia recente della società lombarda, alla prima storica stagione nel massimo campionato italiano. Un cognome che, giocando le parole, stona con le ambizioni del club.
Altro che modesto… A Monza si punta a fare le cose in grande. Le indiscrezioni lo raccontano giorno dopo giorno, lo stesso Galliani lo ha ribadito a margine dell'assemblea di lega calcio. Più dell'obiettivo parte sinistra della classifica, sono i nomi rispetto ai quali l'ad non ha chiuso a dare la cifra delle potenzialità del mercato estivo del Monza. Matteo Pessina, formato nel settore giovanile, è un obiettivo molto concreto. Forse anche troppo ambizioso, visto quello che il classe '97 ha fatto con l'Atalanta e con la Nazionale. Ma i rapporti con il suo entourage sono ottimi e poi perché chiudere le porte a un progetto che punta ad arrivare in alto in breve tempo. La lista dei grandi calibri su cui il Monza è pronto a puntare va da Pinamonti a Sensi, passando per Candreva e Ranocchia, senza dimenticare il mezzo sogno Belotti. A nessuno, Galliani ha chiuso le porte, neanche a Messias e Ounas che non rientrerebbero alla perfezione in tutti i parametri - soprattutto il brasiliano - ma è evidente che siano qualcosa in più rispetto a due idee.
Quale sarà il modello? Galliani ne ha indicati alcuni: Atalanta, Sassuolo, Verona, anche l'Udinese magari di qualche anno fa. In realtà sono tutti, almeno all'apparenza, molto lontani da quello che il Monza ha sbandierato di voler fare: tra l'ad e Berlusconi, le dichiarazioni sono quelle di chi del resto ha passato trent'anni di vita e di calcio a fare le cose in grande. Se seguisse quegli esempi, sarebbe partenza in solida e risultati tra qualche anno. Conoscendo i protagonisti, le ambizioni, la potenza di fuoco economica che la proprietà - se vorrà - potrà riversare sul campionato, viene da chiedersi se il calcio italiano, nella ricca provincia lombarda, non abbia trovato qualcosa di più. Una potenza magari è troppo, una squadra che ci farà divertire pare proprio di sì.






