Campanello d'allarme per Mou: la Roma è troppo forte per giocare così. Dietro coperta corta
Udine è stata una mazzata, Razgrad una gita di dispiacere. Incoronata come regina del mercato, la Roma infila due stop in rapida successione. Densi di errori individuali e potenziali alibi: tra gli amatori si trovano campi in condizioni nettamente migliori rispetto a quello del Ludogorets. Resta la sconfitta, e con essa una prestazione che lo stesso José Mourinho ha definito tutt'altro che fantastica.
Troppo forte per giocare così. Il mercato, si diceva, ha incoronato e rinforzato i giallorossi. Matic, Dybala, Wijnaldum, Belotti, Celik e anche il ritocco finale Camara. Spesa nell'immediato, viste le varie formule, pressoché zero. Valore dei giocatori approdati a Trigoria, indiscutibile. Se l'anno scorso lo Special One poteva lamentare una panchina non giudicata all'altezza, quest'anno ha disposizione una rosa semplicemente troppo forte per non giocare bene a calcio. Gli intoppi possono capitare, ma in Bulgaria sono mancate coesione fra i reparti e frizzantezza.
La coperta in difesa è corta. A proposito di panchina e di errori, col Ludogorets non si è salvato nessuno del trio Mancini-Smalling-Ibanez. Le alternative? Non ci sono: con Kumbulla ai box, gli unici ricambi sono Vina e Cristante, entrambi più che adattati al ruolo. Mourinho lo sa e ha bussato alla porta di Tiago Pinto a più riprese, per ottenere almeno un rincalzo in più: fin qui, è rimasto inascoltato, ma non è un rischio da poco affrontare una stagione così lunga con così poche alternative.






