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Renate, Magoni dopo l'esonero di Gattuso: "Serviva una scossa. Contatti per il nuovo tecnico"

Renate, Magoni dopo l'esonero di Gattuso: "Serviva una scossa. Contatti per il nuovo tecnico" TUTTOmercatoWEB
Luca Bargellini
autore
Luca Bargellini
Oggi alle 11:04Serie C
Il direttore sportivo del Renate Magoni analizza l'esonero dell'allenatore dopo la quarta sconfitta in sei giornate e annuncia i colloqui per il successore
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Il Renate cambia rotta dopo l'ennesima sconfitta stagionale (la quarta in sei giornate di campionato). Il direttore sportivo Oscar Magoni, intervenuto alla radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com, ha fatto il punto sulla situazione tecnica del club nel giorno dell'esonero dell'allenatore.

Direttore, il weekend non ha portato i risultati sperati: è arrivata la quarta sconfitta in sei giornate e nelle stesse ore è arrivata l'ufficialità del cambio di allenatore. Qual è lo stato dell'arte?
"Il progetto tecnico era diverso da quello attuale: purtroppo il campo ci sta respingendo. Le responsabilità nel calcio sono sempre di tutti, e le mie per prime, perché questo progetto l'ho costruito anche io e quindi ne sono il primo responsabile. Come spesso accade, però, l'anello debole della catena è l'allenatore. Una persona perbene e un tecnico preparato, ma noi viviamo di risultati, e i nostri sono stati molto scadenti: per questo abbiamo dovuto dare una scossa. In mattinata avremo una serie di incontri con nuove proposte e valuteremo quale sia la più adatta per ripartire. Siamo convinti di avere le competenze tecniche, tattiche e morali, una società solida, e crediamo che con un po' di tempo riusciremo a uscire da questa situazione."

Qual è la pecca principale che ha inciso su un avvio di campionato oggettivamente deficitario, considerando che lo scorso anno il Renate era stato subito lassù in classifica?
"I nostri numeri sono impietosi: abbiamo il peggior attacco e la peggior difesa del girone, una condizione incredibile se si pensa che eravamo partiti da un terzo posto e da una squadra solida e forte. Pensavamo di essere ancora competitivi, ma ci siamo sbagliati. Dobbiamo rimettere in discussione tutta la programmazione e ripartire da zero, con ambizione e umiltà diverse: sono dinamiche imprevedibili nel calcio, soprattutto dopo un percorso di due anni positivo con la stessa rosa. Per la prima volta in 17 anni la società si trova all'ultimo posto: dobbiamo accettarlo e trovare le soluzioni. Resto convinto che non possiamo essere diventati una squadra così debole nell'arco di tre mesi: abbiamo dei valori e dobbiamo ritrovarli, a partire da me fino all'ultimo dei calciatori, staff compreso. Serve un bagno di umiltà, obiettivi diversi e un nuovo modo di ragionare per affrontare quella che si preannuncia un'annata difficile, e provare a risolverla il più rapidamente possibile."

In quest'ottica, il prossimo avversario, il Treviso, conta fino a un certo punto: al di là di chi si ha di fronte, serve una reazione immediata.
"Ci aspettiamo una scossa emotiva e generale. In questo campionato, a partire dal Treviso - neopromossa ma costruita bene, in una piazza importante - credo che, a parte Union Brescia, Cittadella e Trento, tutte le altre squadre siano alla portata: si può vincere e perdere contro chiunque. Dobbiamo crescere in fretta, mantenere la barra dritta, non perdere la testa e iniziare a vincere anche noi, perché non solo non abbiamo ancora vinto in campionato, ma anche in Coppa Italia i risultati sono stati scadenti: abbiamo pareggiato una gara decisa ai rigori e poi perso con il Cittadella. Non abbiamo ancora vinto una partita ufficiale, e questo preoccupa, perché abbiamo un reparto offensivo importante."

Il Cittadella sembra essersi ricordato di essere il Cittadella dopo le difficoltà dello scorso anno: sta superando le aspettative o sta semplicemente rendendo secondo il potenziale della squadra costruita dal direttore generale Marchetti?
"È sempre difficile isolare un singolo fattore, ma il Cittadella, dopo l'anno scorso, ha chiuso un ciclo: una squadra che ha giocato tanti anni in B ed è poi retrocessa in C, ha cambiato molti giocatori, ha preso elementi di valore e ha trovato un equilibrio importante. Quando fai sei vittorie di fila significa che la squadra è consistente, forte, con dei valori. Poi c'è il Brescia, che ha la pressione di dover vincere sempre, per la categoria e la piazza che rappresenta. Sarà una bella sfida: credo che il Cittadella abbia le carte in regola per arrivare lontano, con una rosa completa quanto quella del Brescia. Sarà un testa a testa, a cui aggiungerei il Trento, che negli ultimi tre anni è cresciuto molto: una società solida, un direttore sportivo che conosce bene la categoria, un allenatore preparato e calciatori di valore. Credo che queste tre squadre siano le favorite."

Negli altri due gironi la situazione è diversa: lo Spezia primo nel Girone B può non sorprendere, mentre il Sorrento primo nel Girone C sì.
"È tutto vero, ma la vera sorpresa dei tre gironi resta il Sorrento. Nessuno avrebbe scommesso che dopo sei giornate fosse primo in classifica: complimenti a loro, sono davvero la sorpresa assoluta di tutta la Lega Pro."

© Riproduzione riservata

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