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Da Brahim Diaz a Leao: il Milan ha bisogno del suo numero 10 per sorprendere la Juventus

Da Brahim Diaz a Leao: il Milan ha bisogno del suo numero 10 per sorprendere la Juventus TUTTOmercatoWEB
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Lorenzo Di Benedetto
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Lorenzo Di Benedetto
domenica 22 ottobre 2023, 12:53Serie A

Cresce l'attesa per il big match della nona giornata di Serie A, con il Milan che stasera affronterà la Juventus a San Siro a un anno di distanza dalla sfida della scorsa stagione che si giocò più o meno nello stesso periodo dell'anno, con i rossoneri che vinsero 2-0 con le reti di Tomori e Brahim Diaz, che fu il vero mattatore della sfida del Meazza. Come riportato da La Gazzetta dello Sport nell'ultimo precedente a San Siro Pioli sorprese Allegri spostando Diaz sulla fascia destra, mettendolo al posto di De Ketelaere, e inserendo un centrocampista (Pobega per l'occasione) ad agire sulla trequarti alle spalle di Giroud e come schermo per il centrocampo. La verà novità fu però quella di permettere a Diaz di avere "licenza poetica", lasciargli carta bianca su come muoversi: sempre limitato alla zona di campo sulla destra ma con la possibilità di accentrarsi, di venire a prendere basso il pallone o di dettare il movimento in profondità.

Stasera però Brahim non ci sarà, dopo il suo ritorno al Real Madrid dell'estate scorsa e nonostante Pioli possa riproporre uno schema del genere dovrà per forza di cose cambiare interpreti, concedendo a qualcuno dei suoi attaccanti di poter svariare e creare gioco partendo dell'estro.

Occhi su Leao.
L'anno scorso fu Brahim, quest'anno non potrà che essere Rafa Leao. Cosa li accomuna? Il numero 10 ovviamente che, da quando il calcio è calcio, è sinonimo di fantasia. La differenza è che la zolla del portoghese è quella opposta rispetto a dove agì Brahim un anno fa, a sinistra. Ma anche a lui, e si è già visto in questo inizio di stagione, viene concessa la libertà di muoversi a seconda del suo estro: può dettare il passaggio in profondità in cui nove volte su dieci ha il mismatch della velocità sul difensore; può accentrarsi e convergere dentro il campo; può venire a prendersi il pallone basso per mandare fuori giri il diretto marcatore. Insomma l'uomo dei big match deve essere Leao. Quest'anno, oltre a Giroud, ha anche un omologo sulla fascia opposta: le caratteristiche di Pulisic sono ben diverse ma le possibilità di sfilacciare la difesa avversaria con giocate di inventiva, le stesse.

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