Da Brahim Diaz a Leao: il Milan ha bisogno del suo numero 10 per sorprendere la Juventus
Cresce l'attesa per il big match della nona giornata di Serie A, con il Milan che stasera affronterà la Juventus a San Siro a un anno di distanza dalla sfida della scorsa stagione che si giocò più o meno nello stesso periodo dell'anno, con i rossoneri che vinsero 2-0 con le reti di Tomori e Brahim Diaz, che fu il vero mattatore della sfida del Meazza. Come riportato da La Gazzetta dello Sport nell'ultimo precedente a San Siro Pioli sorprese Allegri spostando Diaz sulla fascia destra, mettendolo al posto di De Ketelaere, e inserendo un centrocampista (Pobega per l'occasione) ad agire sulla trequarti alle spalle di Giroud e come schermo per il centrocampo. La verà novità fu però quella di permettere a Diaz di avere "licenza poetica", lasciargli carta bianca su come muoversi: sempre limitato alla zona di campo sulla destra ma con la possibilità di accentrarsi, di venire a prendere basso il pallone o di dettare il movimento in profondità.
Stasera però Brahim non ci sarà, dopo il suo ritorno al Real Madrid dell'estate scorsa e nonostante Pioli possa riproporre uno schema del genere dovrà per forza di cose cambiare interpreti, concedendo a qualcuno dei suoi attaccanti di poter svariare e creare gioco partendo dell'estro.
Occhi su Leao.
L'anno scorso fu Brahim, quest'anno non potrà che essere Rafa Leao. Cosa li accomuna? Il numero 10 ovviamente che, da quando il calcio è calcio, è sinonimo di fantasia. La differenza è che la zolla del portoghese è quella opposta rispetto a dove agì Brahim un anno fa, a sinistra. Ma anche a lui, e si è già visto in questo inizio di stagione, viene concessa la libertà di muoversi a seconda del suo estro: può dettare il passaggio in profondità in cui nove volte su dieci ha il mismatch della velocità sul difensore; può accentrarsi e convergere dentro il campo; può venire a prendersi il pallone basso per mandare fuori giri il diretto marcatore. Insomma l'uomo dei big match deve essere Leao. Quest'anno, oltre a Giroud, ha anche un omologo sulla fascia opposta: le caratteristiche di Pulisic sono ben diverse ma le possibilità di sfilacciare la difesa avversaria con giocate di inventiva, le stesse.






