Bologna, Orsolini: "Tante falsità sul rinnovo. C'erano club di Serie A". Poi punge Italiano
"Sul mio rinnovo se ne sono dette tante, avrei dovuto parlare prima". E lo ha fatto Riccardo Orsolini, ai microfoni del Resto del Carlino, fresco di rinnovo con il Bologna fino al 2031, dopo essere arrivato nel 2018: "Ci è voluto tanto perché era un contratto lungo, prevedeva tante clausole, bonus: tante situazioni che non erano sistemabili in poco tempo. Ogni volta veniva fuori un cavillo diverso: un giorno una cosa andava bene, il giorno dopo no e quindi se ne doveva riparlare. A livello burocratico non poteva essere una cosa che si chiudeva in cinque minuti. E poi c’erano tempistiche della società da rispettare, c’erano anche altre priorità. Anche l’ultimo rinnovo l’avevo firmato in questo periodo, quindi non capisco tutta questa pressione. Si è creato un caso che non c’era".
E ancora: "Tanti hanno detto che era una questione di soldi: no, i soldi non c’entrano niente. Se avessi voluto dare priorità ai soldi, avrei già salutato tutti l’estate scorsa e sarei andato a prendere dieci sacchi all’anno (in Arabia, ndr). Poi sul rinnovo ho letto certe cifre... cifre che se fossero vere, ti dico ‘ma magari’. Se avessi guardato solo ai soldi - con tutto il rispetto - non sarei rimasto qua. Alcuni giudizi mi hanno fatto rimanere male. Altri, invece, mi hanno fatto ridere. Come quelli che hanno detto: ‘Orso non lo vuole nessuno’. Che poi ovviamente non era vero...".
C’erano altre offerte sul tavolo?
"Sì, da quei campionati dove ti coprono d’oro, ma non solo: anche dall’Italia, devo essere onesto. Persino poco prima di firmare mi hanno chiamato club di A dicendomi: ‘Aspetta, ripensaci’. Sarebbe stato facile magari fare l’ultimo anno qua e poi andare via a zero. Squadre che offrivano l’Europa? Non lo so, non ricordo (ride, ndr)"
Perché ha scelto ancora il Bologna?
"Il club e la città hanno sempre avuto la precedenza. E’ una scelta di vita. Bologna è una seconda casa, il posto che mi ha permesso di crescere e diventare il calciatore e la persona che sono oggi. Qua negli ultimi anni si può esprimere calcio meglio che in altre piazze. Andare a fare uno dei tanti da un’altra parte non mi interessava. Se ho sentito Italiano dopo il rinnovo? No, no… avrà avuto altro da fare".






