Da Paredes all’attaccante: sette giorni al via ma la Roma è un cantiere aperto
Sette giorni al via, una Roma che è ancora un cantiere aperto e un Mourinho spazientito dai ritardi di mercato. Le premesse per la terza stagione dello Special One in giallorosso sembravano poter esser diverse a giugno con Pinto che aveva quasi raggiunto l’obiettivo dei 30 milioni attraverso le cessioni, i primi 4 colpi arrivati tutti entro l’inizio del ritiro e soprattutto la conferma di José e Dybala. Dall’ufficialità di Kristensen, però, il nulla. Almeno in entrata. Perché alle cessioni di Reynold, Ibanez e Shomurodov non sono corrisposti gli acquisti che il tecnico si aspettava. Anzi, oggi la Roma perde anche quello che credeva essere un pilastro della squadra: Matic. Dopo non esser partito per l’amichevole con il Tolosa, il serbo è rimasto in Italia anche in occasione dell’ultimo test di ieri.
La frattura con la società è stata totale e neanche da parte del club c’è più il tentativo di tener nascosta la cosa dietro dei fastidi muscolari ai quali in pochi hanno creduto. Il calciatore ha chiesto di essere ceduto al Rennes, ottenendo il sì della Roma che dai francesi incasserà 3 milioni (bonus compresi). Se vuole partire porti un’offerta da almeno 5 milioni di euro. E se l’erede designato di Wijnaldum si chiama Renato Sanches, l’addio di Matic potrebbe portare al ritorno di Paredes per il quale il gm romanista ha già preso contatti, rimanendo nella Capitale e non partendo per Tirana con la squadra per accelerare sul fronte mercato. Entro la Salernitana il manager vorrebbe regalare almeno un centrocampista e un attaccante a Mourinho per poi puntellare la rosa nei 10 giorni rimanenti di mercato. Ma il tempo stringe e la salita appare sempre più ardua.






