Dalla Triestina alla Salernitana, la Roma rissaiola di Mou che piace ai tifosi
“I bravi ragazzi vincono le partite, i bastardi i campionati”. E’ la frase cult di Josè Mourinho della serie Prime ‘All or Nothing’ sul Tottenham. Una mentalità che sta cercando di portare anche anche nella capitale perché ‘sono pronto a cambiare il mio approccio, ma non la mia natura’ ha recentemente detto in un’intervista lo Special One. Ecco allora che dalla pre-season all’ultima gara in campionato con la Salernitana, il fil rouge è quello di una Roma ‘rissaiola’, in grado di giocare le partite sui nervi, propri e degli avversari. Lo sfogo di Sabatini di domenica, infatti, è solo l’ultimo di tanti episodi simili che hanno contraddistinto la stagione giallorossa.
A partire già dalla preparazione di quest’estate nella gara d’esordio con la Triestina dove gli animi diventarono subito caldi dopo un’entrataccia su Zaniolo con conseguente reazione di Nicolò. Anche nella tournée portoghese non sono mancate tensioni. Prima col Porto, dove un brutto fallo di Pepe su Mkhitaryan ha scatenato una maxi rissa in campo che ha portato il direttore di gara a sospendere la partita per oltre cinque minuti e poi qualche giorno dopo con il Betis Siviglia dove la Roma ha terminato addirittura la partita in otto con tre espulsioni più quella di Mourinho per proteste e anche in questo caso un confronto molto acceso tra le due panchine ha portato la gara alla sospensione per diversi minuti. In campionato il caso con la Salernitana, invece, è stato solo l’ultimo in ordine di tempo. La rabbia di Nicola e della panchina campana è nata dalla frase del vice di Mou ‘tornate in B’. Ma già con il Napoli all’andata alcune tensioni hanno portato all’espulsione di Mourinho, così come in Roma-Verona del 2022, gara passata alla storia per il gesto del telefono dello Special One e dal placcaggio del team manager Cardini per evitare che il tecnico andasse faccia a faccia con Pairetto. All’epifania una mini rissa in campo c’era stata anche in occasione di Milan-Roma, con Mourinho questa volta costretto a fare da pacere in campo, ma che comunque portò all’espulsione di Karsdorp.
Giovedì prossimo, invece, all’Olimpico arriverà il Bodo per l’atto finale di una battaglia ormai lunga cinque mesi e cominciata con il 6-1 in Norvegia. La scorsa settimana le due panchine hanno vissuto momenti di tensione dentro e soprattutto fuori dal campo con il diverbio Nuno Santos-Knutsen (entrambi fermati temporaneamente dall'Uefa). Tra due giorni andrà in scena il capitolo numero due in un Olimpico infuocato con oltre 66 mila spettatori sugli spalti. Una manifestazione d’affetto con pochi precedenti visti i risultati altalenanti della squadra in stagione, ma testimonianza chiara di quanto la Roma rissaiola di Mou piaccia, se non ai suoi avversari, almeno ai propri tifosi.






