De Zerbi come Potter. Ma chi spenderà 15 milioni per la clausola di un allenatore?
Roberto De Zerbi è uno dei nomi perennemente sulla cresta dell'onda. Il suo Brighton sfiderà domani la Roma per gli ottavi di Europa League, mentre in Premier la distanza con la quarta piazza, attualmente detenuta dall'Aston Villa, è di sedici punti. Più vicino il Manchester United, a cinque, mentre il Chelsea è addirittura dietro con tre in meno (ma anche una partita da recuperare). Tanti gol fatti ma altrettanti subiti, in un trend che appare similare alle altre squadre che viaggiano a metà classifica in Inghilterra. Insomma, dopo l'exploit dell'anno scorso con 62 punti e il sesto posto dietro il Liverpool, in questa stagione il tecnico sta trovando qualche problemino in più, forse dovuto anche alla doppia competizione.
Nei giorni scorsi Barcellona - che forse sceglierà Luis Enrique? - e Manchester United sono state accostate al suo profilo, così come il Liverpool e Bayern Monaco. Il problema però potrebbe essere dato dalla presenza della clausola di risoluzione che già venne pagata dal Chelsea per liberare Graham Potter due stagioni or sono. Quindici milioni, come fosse un giocatore, considerato che è un asset del club. Giusto? Sbagliato? Chi lo vorrà dovrà essere molto convinto sia la scelta perfetta per il futuro. Resta da capire chi li spenderà, eventualmente, per un allenatore.
Queste le parole del CEO, Paul Barber, qualche giorno fa sulla situazione di De Zerbi. "Vogliamo che Roberto rimanga il più a lungo possibile perché sta facendo un ottimo lavoro. Non ci vuole una scienza per capire che quando qualcuno fa bene il suo lavoro, vieni seguito dagli altri. Ma noi siamo tra i primi sei-sette della Premier League, siamo negli ottavi di finale di Europa League e siamo ancora in FA Cup giocando le partite a livelli alti di prestazione. Siamo quindi fiduciosi di avere qui una situazione interessante con cui lavorare e vorremmo restasse con noi. Dobbiamo liberarci di questa costante convinzione che 'siamo un club che fa da palestra per i club più grandi, che si tratti di giocatori, allenatori o staff'. In realtà stiamo andando bene".






