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Dove Sarri non è riuscito. Il tecnico della Lazio 'battuto' da Spalletti

Dove Sarri non è riuscito. Il tecnico della Lazio 'battuto' da Spalletti TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
autore
Riccardo Caponetti
venerdì 5 maggio 2023, 08:00Serie A

Alla fine un toscano c’è riuscito, a portare il Napoli più in alto di tutti. A farlo volare su quella vetta su cui c’era stato 33 anni fa. Anche se Sarri, cresciuto a Figline Valdarno, in realtà è nato a Napoli, al contrario di Spalletti, toscano doc di Certaldo.

Ecco, proprio quella nascita nella terra di Diego è la prima scintilla di un legame, tra Sarri e la città, che è scoppiato quando l’allenatore si è seduto su quella panchina. E pazienza poi com’è andata a finire, è lecito pensare che in cuor suo un minimo gli abbia fatto piacere vedere i tifosi del Napoli celebrare lo Scudetto . "Sono contento perché da bambino ero tifoso del Napoli ed è qualcosa che mi dà gusto, però un minimo di giramento c'è perché mi sarebbe piaciuto arrivarci a me”, ha detta la scorsa notte. Il legame si è affievolito? Forse sì, per il brusco addio e le polemiche per il suo successivo ‘sì’ alla Juventus. Ma scomparso, no.

Mille e 837 giorni dopo l’urlo di Koulibaly allo Stadium, il Maradona è Campione d’Italia. Ci ha provato a lungo Sarri, l’ha sfiorato e l’ha perso - si dice - in una notte a Firenze nell’inizio di quella estate del 2018. Cinque anni dopo ci è riuscito Spalletti. Chissà se nell’animo del Comandante c’è anche un pizzico di invidia. “Non lo so siano invidiosi, io non devo rispondere né a Sarri né ad Allegri, noi il nostro campionato ce lo siamo costruiti in maniera corretta”, ha detto sabato Spalletti, che durante l’anno ha riconosciuto anche i meriti di Sarri: “E’ stato un Masaniello dal punto di vista calcistico, è stato capopopolo di una rivolta del modo di vedere il calcio. Sceglievo sempre di vedere il Napoli di Sarri, ero sul divano ad applaudirlo. Per me questa è la bellezza del calcio, non mi importa se è meglio o se è peggio. Sui campi di Castel  Volturno ci sono ancora le linee di passaggio del Napoli di Sarri e quando il pallone segue quelle linee arriva più velocemente”.

Quel suo Napoli avrebbe meritato il tricolore, dubbi ce ne sono pochi: per il gioco che esprimeva, per la compattezza mostrata e le gioie regalate ai tifosi. Non è arrivato per tanti fattori, ma è la squadra di Sarri è rimasta e rimarrà lo stesso nei cuori del mondo partenopeo. Non come quello di Spalletti, che invece ha riscritto la storia del Paese, riportando ai piedi del Vesuvio il tricolore 33 anni dopo Maradona.

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