Fiorentina-Lazio 0-4, le pagelle: naufragio viola al Franchi. Milikovic-Savic illumina
FIORENTINA
Terracciano 5,5 - Nulla può sulle reti della Lazio. Avversari troppo vicini per anche solo pensare di poter intervenire.
Dodo 4,5 - Un paio di buone chiusure, ma nulla più. Sbaglia spesso il posizionamento.
Martinez Quarta 4,5 - Suo l'errore sul raddoppio di Zaccagni che pesa come un macigno sulla gara.
Igor 5 - Ci mette la solita buona dose di fisico, ma la difesa molto alta con l'agilità degli avanti biancocelesti sono un bel problema da gestire. Esce perché ammonito. Dal 58' Milenkovic 5,5 - Inizia bene, poi viene schiacciato come il resto dei compagni.
Biraghi 5 - Qualche buona sortita offensiva nel secondo tempo non bastano, specie quando Felipe Anderson è un rivale praticamente assente per tutto il match.
Bonaventura 4,5 - Poco lucido fin da subito. Sbaglia tanto. Troppo per uno della sua esperienza. Dal 72' Maleh sv
Amrabat 4,5 - Prende un giallo dopo poco più di 20' e questo ovviamente ne influisce la prestazione. Tanti errori in ambo le fasi. Dal 58' Barak 4,5 - Poco fumo, ancor meno arrosto.
Mandragora 5,5 - Il centrocampista con più personalità fin dall'inizio del match. Si fa sentire in ambo le fasi, con anche qualche buona occasione in prossimità della porta avversaria.
Ikone 5 - È uno dei più pimpanti dei Viola nella prima frazione. Il francese fa un paio di scelte sbagliate e Italiano lo toglie all'intervallo. Dal 46' Gonzalez 5 - Entra e dopo pochi secondi manca l'impatto con il pallone per rimettere in gioco i suoi. Poi la squadra non lo supporta e anche lui s'ingrigisce.
Jovic 4,5 - Ha una buona dose di palloni giocabili, soprattutto nel primo tempo, ma di reti nessuna. Tutto come da copione.
Kouame 6 - Non molla un pallone che sia uno. In qualsiasi situazione o zona di campo. In una serata grigia basta questo per spiccare. Dal 72' Saponara sv
Vincenzo Italiano 4 - La solita Fiorentina. Tiene palla. Gioca. Ma non segna. I tre gol contro i modesti scozzesi in Conference League avevano illuso davvero qualcuno? Speriamo di no. Contro una squadra vera come la Lazio i suoi uomini naufragano inconcepibile per un collettivo con queste individualità. La sensazione, più terribile che mai, è che il tecnico abbia perso la bussola.
LAZIO
Provedel 6 - Non respinge alla perfezione l’iniziale conclusione di Jovic, dovendo ringraziare Marusic per aver evitato il peggio. Meglio sui successivi tentativi in cui è impegnato, un'uscita pazza e meno lavoro nella ripresa.
Lazzari 6,5 - Sprinta come una gazzella, costringendo i padroni di casa alle maniere dure per fermarlo in più di un’occasione. Polmone verde della corsia destra, le sue continue cavalcate costringono alla timidezza gli esterni di casa.
Patric 6 - Nei primissimi minuti Jovic gli causa qualche grattacapo: il serbo sembra in palla e allo spagnolo appaiono avvisaglie di una serata complicata. In realtà non lo sarà. Sporca il tiro di Mandragora sulla traversa.
Romagnoli 6 - Tempo poche settimane e per Sarri è diventato un punto di riferimento al centro della difesa. Guida il suo reparto con autorità e, pur non dovendo operare a cuore aperto, non si mostra mai in difficoltà.
Marusic 6,5 - Provvidenziale nel riuscire ad anticipare il tentato tap-in di Ikoné a inizio partita: vale alla stregua di un gol salvato, pur con la collaborazione della scelta del francese di provare un colpo di testa rasoterra. Dal 72’ Hysaj 6 - Si sistema a sinistra e limita le sofferenze sulla sua zolla, aiutato anche da una Fiorentina sulla via dello sgonfiamento offensivo nel finale.
Milinkovic-Savic 7,5 - Centro di gravità permanente dell’universo Lazio, la sua classe guida le avanzate biancocelesti a colpi di luce nella notte fiorentina. Due assist: uno col piede debole, e serve coraggio a definirlo tale, l’altro di tacco.
Marcos Antonio 6 - Il forfait last-minute di Cataldi gli fornisce un ghiotto assist per prendersi un posto da titolare in cabina di regia. La sua prestazione è sufficiente: non spicca, ma neanche si fa mai trovare fuori posto. Dal 62’ Luis Alberto 7 - Sarri gli preferisce Vecino e in fondo avrebbe anche ragione visto che l’uruguaiano la sblocca. Il Mago, però, sa estrarre il coniglio dal cilindro quando meno te l’aspetti.
Vecino 7 - Come da copione la prende lui, di testa, e segna un classico gol dell'ex. Sfrutta i suoi centimetri tra Amrabat e Jovic, non esultando per rispetto. Partita di sostanza che lo vede finire addirittura davanti alla difesa.
Felipe Anderson 5,5 - In una serata di efficienza offensiva della sua squadra, risulta quello meno in palla. Sarà che spesso la Lazio affonda sull’altro lato, sarà che a tratti adora nascondersi, ma rimane sempre troppo defilato. Dal 79’ Cancellieri sv.
Immobile 7 - Passa buona parte del tempo nella morsa difensiva degli avversari, che lo limitano a lungo. Dal nulla però colpisce una traversa e nel finale si scatena: assist a Luis Alberto prima della firma sul quarto e ultimo gol.
Zaccagni 7,5 - Particolarmente ispirato, serve l’assist per il vantaggio grazie a un calcio d’angolo battuto chirurgicamente prima di firmare il raddoppio usando la forza fisica e l’astuzia per liberarsi al colpo di testa. Al top. Dal 79’ Pedro 6,5 - Pochi minuti a disposizione dell’ex Barca e Chelsea, che trova comunque il modo di entrare nell’azione del terzo gol, quello che chiude il match.
Maurizio Sarri 7,5 - I primi venticinque minuti sono un trattato di massima resa col minimo sforzo: incassa le iniziali sfuriate avversarie, per poi veder segnare il gol dell’ex a Vecino, che al primo tiro in porta lo ricompensa per averlo preferito a Luis Alberto. Col secondo arriva il raddoppio di Zaccagni. Dopo l'intervallo si passa alla gestione del vantaggio, e quando la Viola scioglie le briglie, l’onda biancoceleste divampa e porta via tutto con sé. Con il poker del Franchi la Lazio lancia la sua candidatura Champions… O anche oltre?






