Gasperini tutela l'investimento da 20 milioni su Musso. Però l'anno scorso l'ha messo in panchina
"Non credo sarebbe giusto cambiare adesso il portiere, meglio in altre partite come fatto fino ad adesso". Così Gian Piero Gasperini difende le proprie scelte in conferenza stampa, prima della partita contro lo Sturm Graz. Perché la sfida contro l'Inter di sabato scorso è stata decisa da un'indecisione colossale di Juan Musso, portiere arrivato tre stagioni fa per 20 milioni e finito nell'occhio del ciclone da parte della critica e dei tifosi atalantini, non propriamente convinti di avere acquistato il migliore sul mercato. Ai tempi, probabilmente, è stato sponsorizzato come tale. E soprattutto l'idea era quella di avere un portiere titolare senza nessuna discussione, dopo anni di cambi fra Gollini, Berisha e Sportiello.
Così non è stato e pare anche abbastanza evidente. Musso ha alternato cose discrete a topiche abbastanza banali, dando l'impressione di non avere la sicurezza necessaria, sia con i piedi, sia nelle uscite. Quasi indiscutibile invece fra i pali, ma per un portiere che valeva più di Maignan forse è un po' poco. Certo, toglierlo contro lo Sturm Graz potrebbe essere una bastonata troppo grande anche per Musso - che era comunque finito in panchina nel finale della scorsa stagione, quando giocava Sportiello - e fa bene Gasperini a tutelare un investimento che ha fatto la società. Però in panchina c'è un Carnesecchi che sta scalpitando da qualche settimana. Nessuna richiesta e nessuna alzata di testa, solo una leale concorrenza sportiva. Però è un classe 2000: ha ventitré anni e un'estate fa poteva finire alla Lazio. Sarebbe il caso di dargli un'opportunità.






