Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Gravina salva la faccia all'Italia. Perché Romelu Lukaku è stato graziato dalla FIGC

Gravina salva la faccia all'Italia. Perché Romelu Lukaku è stato graziato dalla FIGC TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
autore
Ivan Cardia
sabato 22 aprile 2023, 18:47Serie A

Romelu Lukaku giocherà la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juventus. È la novità di giornata, adottata con provvedimento ufficiale pochi minuti fa dalla Federcalcio.

I fatti. Ricapitoliamo brevemente la vicenda, in verità abbastanza nota: il centravanti dell'Inter è stato espulso per doppio giallo nel finale della gara di andata, a causa di un'esultanza considerata provocatoria dal direttore di gara. La seconda ammonizione è subito stata giudicata eccessiva da diversi osservatori, per più ragioni. In primo luogo, perché saluto militare e dito sulla bocca non sono una novità per Big Rom, che aveva esultato nello stesso modo pochi giorni prima in nazionale. Ma soprattutto perché quel derby d'Italia è diventato famoso per i cori razzisti - e sarebbe corretto definirli come sono: monkey chant, verso della scimmia, più che "elevarli" a ululati - indirizzati proprio nei confronti di Lukaku. Anche se in un primo momento non è stato evidente che l'esultanza fosse una risposta alla tifoseria dello Stadium, i video circolati sui social hanno presto svelato la verità. E il volto a occhi chiusi di Lukaku è diventato un simbolo della lotta contro il razzismo, in giro per l'Europa. Qualora fosse necessario eliminare qualche dubbio, a conferma dell'esistenza di cori discriminatori è arrivata la chiusura della Tribuna Sud dello stadio, poi sospesa in virtù della collaborazione della Juventus all'individuazione degli artefici dei cori. Percorso opposto per la squalifica a Lukaku, comminata dal Giudice Sportivo e confermata nella giornata di ieri dalla Corte Sportiva d'Appello, organo competente dopo il reclamo del club nerazzurro.

Le reazioni e la grazia. La vicenda, come detto, ha avuto un'ampia eco mediatica in giro per il mondo. Dopo la prima denuncia di RocNation, l'agenzia di Jay-Z che cura gli interessi di Lukaku, diversi colleghi hanno testimoniato il proprio sostegno nei suoi confronti, accompagnati anche da personalità istituzionali. All'estero, la squalifica di Big Rom è stata appresa con una certa incredulità, per esempio quella di Thierry Henry, che conosce benissimo il centravanti nerazzurro per aver lavorato nello staff della nazionale belga: "Lukaku ha preso un giallo per aver zittito il pubblico, davvero? Per questo? Dov'è l'empatia? Se non sapete cosa significa, cercatelo su un dizionario". La notizia della conferma della squalifica, arrivata ieri pomeriggio, è stata commentata in maniera molto dura dalla stessa Inter: "Dispiace prendere atto che la vittima diventi l'unico colpevole". Si arriva così alla cronaca recente: il presidente Gabriele Gravina sta infatti seriamente considerando l'ipotesi di concedere la grazia a Big Rom. Qualcosa in più di una toppa: se a livello procedurale la Corte Sportiva d'Appello aveva le mani relativamente legate, la FIGC è riuscita a chiudere la questione e mandare un messaggio forte anche all'estero.

Non era scontato. A livello normativo, la questione non era così pacifica e infatti i legali federali hanno lavorato per ben motivare la propria decisione. La grazia è un istituto previsto dalle norme federali, a determinate condizioni. L'articolo 33 comma 8 dello Statuto FIGC recita infatti così: "Il Presidente federale, anche su proposta del Consiglio federale può concedere la grazia se è stata scontata almeno la metà della pena, ad eccezione delle ipotesi in cui la sanzione sia stata irrogata per violazione delle norme antidoping. Nei casi di radiazione il provvedimento di grazia non può essere concesso se non siano decorsi almeno cinque anni dall'adozione della sanzione definitiva. Il Consiglio federale, anche su proposta del Presidente federale e previo parere favorevole della Corte federale di appello, può concedere amnistia e indulto". Pressoché identica la previsione dell'art. 43 del Codice di Giustizia Sportiva: "Il Presidente federale, anche su proposta del Consiglio federale, può concedere la grazia se è stata scontata almeno la metà della pena. In caso di preclusione, la grazia non può essere concessa se non sono trascorsi almeno cinque anni dalla adozione della sanzione definitiva". Nel caso di Lukaku, ovviamente, non è possibile sostenere che sia stata scontata metà della pena, ma questo requisito, è stato il ragionamento, non può considerarsi tale da escludere l'applicazione del beneficio soltanto perché la pena non è a tempo. In astratto, sarebbero stati più rispondenti gli istituti dell'indulto o dell'amnistia, per i quali non vi sarebbero però stati i tempi tecnici, essendo peraltro di competenza del Consiglio Federale. La questione è se, prescindendo da un'interpretazione meramente letterale - del resto, la grazia non è un istituto pensato per situazioni come questa e infatti è stata concessa "in via straordinaria" - il provvedimento potesse risultare compatibile con le norme in applicazione di un principio di carattere generale dell'ordinamento. Quale? Risponde il provvedimento stesso: "Il principio della lotta ad ogni forma di razzismo - è la spiegazione della Federcalcio - è elemento fondante dell'ordinamento sportivo". Difficile, in tutta onestà, immaginare che qualcuno possa dolersene: l'unica titolata a farlo sarebbe la Juventus, che subito dopo la partita ha però ricordato il proprio impegno contro ogni discriminazione. A livello politico, come detto, la mossa di Gravina rappresenta un messaggio molto forte nella lotta contro il razzismo, specie per quello che questa vicenda ha rappresentato all'estero. Si può azzardare di più: salva la faccia all'Italia che in questo momento, a torto o a ragione, fuori dai nostri confini è stata considerata il Paese che squalifica chi si ribella agli insulti razzisti. Si diceva prima: molto più di una toppa.

Altre notizie Serie A

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile