In scadenza - Mkhitaryan e la Roma, liberi di scegliersi (o no) ancora una volta
Odi et amo. A Manchester, le cose fra José Mourinho e Henrikh Mkhitaryan non erano andate benissimo. All’epoca, si parlò addirittura di una quasi-rissa nello spogliatoio fra i due. Così, quando in estate i giallorossi hanno annunciato l’arrivo dello Special One in panchina, l’addio dell’armeno sembrava quasi scontato. Proprio un confronto tra i due ha invece portato alla permanenza e al prolungamento del contratto dell’ex Arsenal, che in questa stagione ha giocato praticamente sempre, anche arretrando di qualche metro il proprio raggio d’azione.
Via la clausola, quale progetto? “Sono rimasto perché ho creduto nel progetto di questa società”, ha detto Miki dopo quel rinnovo. Che portava con sé una particolarità, cioè la mancata conferma dell’opzione per il rinnovo ulteriore fino al 2023. Così, la Roma e il 33enne sono liberi di scegliersi ancora una volta. Possibile, anche probabile, che accada, visti gli ottimi uffici fra la società e Mino Raiola. La strategia dei rinnovi brevi, del resto, ha una finalità ben precisa: confrontarsi e capire se c’è volontà di andare avanti insieme. A oggi, riflessioni in corso, da una parte e dall’altra. Con più di una big, soprattutto all’estero ma anche in Serie A, alla finestra.






