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I tabù, la mano di Bremer, i rimpianti, il fattore Inzaghi e la grande bruttezza: 5 spunti da Inter-Juve

I tabù, la mano di Bremer, i rimpianti, il fattore Inzaghi e la grande bruttezza: 5 spunti da Inter-Juve TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
giovedì 27 aprile 2023, 07:30Serie A

Inter batte Juventus 1-0, nel derby d'Italia meno divertente nella storia recente. Cinque argomenti di cui parlare, il giorno dopo la gara che ha portato i nerazzurri in finale di Coppa Italia.

Sfatato un tabù, perché non credere che se ne possa smentire un altro? L'Inter non aveva mai battuto la Juventus in una semifinale: è successo ieri, il miglior antipasto possibile per preparare le due gare cerchiate in rosso sul calendario interista, 10 e 16 maggio. Anche la doppia sfida al Milan sembra una montagna da scalare, forse nella Milano nerazzurra cambierà l'approccio.

La mano di Bremer all'Inter. Ha scelto la Juve, ma alla fine della fiera la differenza la fa anche il fallo di mani del brasiliano nella gara di andata. Senza quel rigore, chi lo sa. Una sciocchezza imperdonabile, che regala ai nerazzurri la speranza di potercela fare al ritorno. Dopo un inseguimento lungo un estate, un piccolo modo di ricambiare per la grande delusione.

I rimpianti. L'Inter ha fatto zero punti nei due confronti di campionato con la Juve, ma l'ha eliminata in Coppa Italia, meritando la qualificazione. Sono sei punti, nell'infinità che la squadra di Inzaghi ha lasciato in giro per la Serie A. Bastava poco, per essere la squadra più vicina al Napoli. Magari non in corsa per lo scudetto, ma almeno tranquilli della qualificazione alla prossima Champions. O di aver fatto il massimo.

Il fattore Inzaghi. Si torna alla coppa. Il tecnico piacentino è diventato il parafulmine per ogni problema di casa alla Pinetina. Alcune critiche sono giuste, altre meno. Quel che è conta è il risultato: inizia maggio e Simone è in corsa più o meno su tutto. Meno del previsto in campionato, dove il quarto posto è davvero il minimo indispensabile. Molto di più su tutto il resto. E nelle gare a eliminazione diretta il fattore I come Inzaghi può far sognare davvero in grande.

La grande bruttezza. Quella della Juventus. Se i nerazzurri volano ancora in finale di Coppa Italia, i bianconeri sono lì a chiedersi quanto ancora si possa essere così brutti e sperare di sfangarla comunque in qualche modo. Ad Allegri mancavano uomini, ma ieri anche idee. L'attacco leggero non ha funzionato, l'ingresso di Milik men che meno. La Vecchia Signora ha avuto la palla molto di più di quanto non accada di solito contro l'Inter e non ha mai dato l'impressione di sapere cosa farci. Tantomeno segnare che alla fine, viatico per vincere, sarebbe l'obiettivo principale del giochino.

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