Il Dortmund a caccia dell'Europa League. E sul mercato è un modello da seguire per tutti
Il Borussia Dortmund oggi gioca l'andata degli ottavi di finale di Europa League alle 18:45 contro i Glasgow Rangers e i motivi per seguirlo da vicino, anche per le dirigenze italiane, non mancano. Scordatevi Erling Braut Haaland, pure al netto di un problema fisico: non sarà in Serie A il suo destino, troppo costoso e ambizioso per sbarcare nella piccola Serie A. Le italiane potrebbero però prendere spunto, anche le grandi, per la costruzione di un modello simile. Lo sta facendo a modo suo il Milan, con un'alternanza di giovani (tanti) e giocatori d'esperienza. Il Dortmund ne ha in particolar modo due, Axel Witsel e Marco Reus, ma pure Thorgan Hazard e Mats Hummels, che sono i capisaldi a cui s'aggrappa nei momenti difficili, della stagione e delle partite.
Un modello da seguire
Quello giallonero è da tanti anni un modello di calcio, d'azienda. Perché, pur arrivando da una città che è tutt'altro che turistica sebbene sia in una regione ricca, il Dortmund ha la capacità di aver strutturato una società capace di riuscire sempre ad andare oltre la prossima cessione. Prendete proprio Haaland: i gialloneri hanno già scelto Karim Adeyemi dal RB Salisburgo come suo erede. Intanto il sostituto, poi l'addio già certificato. Di fatto ha già dei giocatori pronti in caso di cessioni dei grandi: Donyell Malen è arrivato dal PSV, ha convinto a tratti ma è sicuramente un protagonista del futuro e figuriamoci il 004 Youssufa Moukoko. Finirà presto l'era di Witsel ma il BVB ha già un padrone della mediana come Jude Bellingham. Succederà lo stesso con Emre Can? Nello shopping francese è arrivato il 2004 Abdoulaye Kamara dal PSG, ora fermo per infortunio. Ne sentiremo parlare. E così via, in ogni ruolo e posizione, visto che sempre in difesa, e sempre da Parigi, è arrivato il diciottenne Soumaila Coulibaly che sarà l'erede di Dan-Axel Zagadou quando le offerte diventeranno irrinunciabili. Eccola, la lezione ulteriore. Non solo costruire presente e futuro prossimo con la rosa a disposizione, ma avere già la generazione che verrà che cresce (e gioca!) coi grandi.






