Il Milan dimostra lo Scudetto dove lo Scudetto andrà. 1° set ai rossoneri
Stefano Pioli, nella conferenza stampa pre-partita, aveva invocato lo 'spirito Sinner' per il Milan nel primo set - l'unico da giocare in campionato - contro il Napoli: qualità e mentalità, le stesse caratteristiche messe in campo dal tennista di fede milanista contro Alcaraz in quel di Miami. E qualità e mentalità si sono viste. I rossoneri hanno strapazzato i partenopei in un "Maradona" insolitamente silenzioso per protesta con quattro reti e una prestazione clamorosa.
Questione di testa
A fare la differenza, prima che la tattica e la tecnica, è la testa: il Milan è sceso in campo concentrato e voglioso, consapevole della propria forza e della propria identità, con il desiderio di dimostrare che lo Scudetto sul petto, vinto meritatamente nella passata stagione e pronto a passare - con pienissimo merito - sulla maglia del Napoli in quella attuale, non fosse solo un episodio. E questo si è visto: Tonali e compagni, quest'anno, non hanno avuto continuità di testa e, di conseguenza, di prestazioni e risultati, ma hanno tanto valore e tanti valori e sono capaccissimi di dimostrarlo.
Il nuovo modulo
Poi c'è il cambio modulo. Con il ritorno al 4-2-3-1 col centrocampista (Bennacer) sulla trequarti e Brahim Diaz a destra dopo due mesi di difesa a 3, la squadra rossonera ha ritrovato certezze e gioco offensivo, esaltando un Leao in versione prime che ha affettato la migliore squadra del campionato. Ora, chiaramente, bisognerà continuare così in campionato per trovare la qualificazione alla prossima Champions e sfruttare la fiducia derivante dallo 0-4 del "Maradona" di ieri per farsi forza in vista dei prossimi due set contro il Napoli.






