Inter show, ora è ufficiale: Allegri resta l'unico che può mettere in crisi Inzaghi
"È una squadra che ci ha messi in difficoltà in passato più volte". Alla vigilia del 3-0 alla Lazio, prestazione ben più abbondante del risultato, Simone Inzaghi parlava così della sfida alla squadra di Maurizio Sarri. Uno degli allenatori contro i quali il tecnico dell'Inter ha, in effetti, spesso sofferto in carriera. Per capirsi, il bilancio arriva alla parità solo oggi: sei vittorie a testa più un pareggio nei tredici incontri. Gli incroci di Inzaghi con Sarri sono partiti in salita: tre sconfitte nelle prime quattro, poi una sostanziale alternanza. Da quando è all'Inter, lui ha vinto a Milano e Maurizio a Roma. In questo campionato, il primo indizio di un nuovo vento: 2-0 Inter all'Olimpico, rotta l'altalena. A Riyadh, pochi minuti fa, sfatato il tabù: 3-0 e Lazio a leccarsi le ferite, mentre l'Inter si riguarda divertita in quella che potrebbe seriamente essere la sua miglior versione nella storia recente nerazzurra. Per due partite di fila - e non era mai successo nelle undici precedenti - Inzaghi non ha subito gol dal toscano: indizi pesanti che il tabù sia stato sfatato.
È ufficiale: resta solo Allegri. Dei tecnici d'alta classifica, Sarri è sempre stato uno degli scogli più tosti per Simone. Con Pioli è in striscia positiva da cinque partite: la questione è ormai archiviata da tempo. Idem Italiano, che lo ha superato una volta sola su otto incroci; Gasperini va meglio, ma Inzaghi vince comunque 8-5 e contro la Dea non ha mai perso da quando è all'Inter. Quanto a Mazzarri - tema caldo visto il prossimo incrocio in finale - i precedenti dicono 4-1 per il tecnico dell'Inter. Con Sarri, si diceva, storia diversa. Ora che ha trovato la chiave per decodificarne il gioco, ne resta solo uno ma non qualsiasi: Allegri è l'unico che, per ragioni tattiche o psicologiche che siano, Inzaghi non è ancora riuscito a decifrare. L'ha battuto, certo, ma mai vincendo e convincendo come gli è capitato con tutti gli altri colleghi. Come se quel tecnico dal gioco così lontano rappresenti una vera e propria nemesi. L'ultimo esame da superare.
La lunga corsa al 4 febbraio. L'attualità, ci mancherebbe, è una finale di Supercoppa conquistata e da vincere. Banalità: da non sottovalutare. Messe a confronto le prestazioni di Inter e Napoli, si direbbe l'unico vero rischio per la prima anche se tutti sanno che così non è. La grande storia di questa stagione italiana è però il duello con la Juve, tornato a valere sul serio uno scudetto per la prima volta dai tempi di Calciopoli. E così anche lunedì finisce nel calderone della partita che può decidere questo campionato: ieri l'Inter ha mandato l'ennesimo messaggio di superiorità alla Serie A, domani Madama può superarla in classifica. Il 4 febbraio si troveranno faccia a faccia, a che distanza in classifica nessuno lo sa ma sarà comunque ravvicinata. Anche la lotta di nervi è parte della sfida tra Inzaghi e Allegri, l'unico che (forse) può ancora mettere in difficoltà una squadra a oggi apparentemente perfetta.






