Inzaghi ricorda l'addio al calcio: "Come nei sogni, col gol sotto la curva nel mio stadio"
Filippo Inzaghi, leggenda del Milan, si è così espresso a La Gazzetta dello Sport in occasione dei suoi 50 anni raccontando la parte centrale della sua vita: "Forse gli anni più belli da giocatore, quando qualcuno pensava che avessi ormai poco da dare. Berlino, Atene. I gol nelle finali. Anche due infortuni gravi. La voglia di sacrificarmi perfino più di prima. E l’addio al calcio: bello come nei sogni, con il gol sotto la mia curva, nel mio stadio, con l’ultimo tiro in porta della carriera".
Le notti Champions
"In quei giorni mi sentivo più forte. Negli ultimi chilometri in pullman per arrivare a San Siro, facevo caso alle città di provenienza dei pullman dei tifosi. E pensavo che alcune persone avevano fatto un viaggio lunghissimo, ripartiranno dopo la partita, passeranno la notte sul bus e all'arrivo magari andranno subito a lavorare. Non c'era stimolo più grande. Sentivo il dovere di dare tutto me stesso".






