Juve, la finale di Europa League scappa di mano ai supplementari. Il Siviglia vola a Budapest in rimonta
L’obiettivo, il sogno, della finale di Budapest per la Juventus si interrompe all’interno degli assordanti 120 minuti dell’Estadio Sanchez Pizjuan. Niente ultimo appuntamento di Europa League per i bianconeri, niente finale tutta tricolore per l’Italia con Siviglia e Roma che si giocheranno dunque la vittoria del trofeo. Non basta il vantaggio di Vlahovic, due ex Serie A come Suso e Lamela puniscono la Juventus a un passo dall’ultimo atto.
La sorpresa Kean e il muro Szczesny nell’avvio bianconero.
Né Vlahovic né Milik, né il primo né il secondo attaccante della scala gerarchica degli attaccanti a disposizione ma è il terzo a trovare spazio nella notte più importante della stagione della Juventus. E Moise Kean risponde presente in un primo tempo ad altissima intensità dando una mano alla squadra per alleggerire la pressione andalusa, dialogando con Di Maria nell’importante occasione capitata sul piede dell’argentino e sfiorando la rete con un diagonale di destro perfettamente angolato ma spedito sul palo da una deviazione di Bounou. Dalle giocate del classe 2000 alle parate di Szczesny che nella prima frazione del Sanchez-Pizjuan abbassa la saracinesca chiudendo la porta con due super interventi su Ocampos e Acuna.
Vlahovic entra e segna ma poi Suso e Lamela puniscono la Juve.
Anche questa sera Massimiliano Allegri ha una panchina da far invidia a molte squadre in Europa e decide di attingerne dopo un’ora di gioco inserendo sul rettangolo verde Vlahovic e Chiesa al posto di un ottimo Kean e di un leggero Di Maria. E bastano pochissimi secondi al numero nove per lasciare il segno con un dolce scavetto a Bounou approfittando di una dormita della copia difensiva dei padroni di casa. E se uno si mostra in positivo ecco che l’altro, Chiesa, invece perde un sanguinoso pallone al limite dell’area di rigore che Suso, successivamente, trasforma nel pari che vuol dire tempi supplementari. Mezz’ora aggiuntiva che comincia con un’occasione gigantesca sui piedi del figlio d’arte che però spreca malamente. E nel calcio la legge non scritta del “gol sbagliato, gol subito” vige spesso ed è esattamente quello che succede pochi istanti più tardi quando Lamela infila, di testa, Szczesny regalando vittoria e finale al suo Siviglia. Il sogno Budapest per la Juventus si infrange al Sanchez-Pizjuan.






