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Juventus, c'è ancora Allegri. Il tecnico livornese è appena arrivato alla Continassa

Juventus, c'è ancora Allegri. Il tecnico livornese è appena arrivato alla Continassa TUTTOmercatoWEB
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Raimondo De Magistris
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Raimondo De Magistris
venerdì 17 maggio 2024, 10:08Serie A

L'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri è appena arrivato alla Continassa. Il tecnico bianconero che sicuramente lascerà il suo attuale club a fine stagione potrebbe essere anche esonerato tra oggi e domani dopo i fatti post-vittoria di Coppa Italia. Intanto però è ancora alla guida della Juve e oggi svolgerà l'allenamento di preparazione del prossimo match di campionato, quello contro il Bologna del suo successore Thiago Motta.

Sui fatti accaduti mercoledì sera allo Stadio Olimpico, questa la ricostruzione del direttore di 'TuttoSport' Guido Vaciago: "La scena si è svolta sotto gli occhi di parecchi testimoni, fra cui il dirigente responsabile Broadcast della Lega Serie A, Manuele Tigani, che più di ogni altro si è prodigato per fermare Allegri; Gabriella Ravizzotti dell’Ufficio Stampa Juventus; almeno due steward dell’Olimpico; un rappresentate delle forze dell’Ordine e tre giornalisti. Ribadisco, quindi, che non si è trattato di un alterco reciproco, ma di un monologo di Massimiliano Allegri che mi ha chiamato mentre ero a circa venti metri di distanza da lui, facendo una telefonata privata e senza dedicargli alcuna attenzione. Si è, quindi, rivolto a me con la frase: 'Metti giù il telefono, direttore di merda'. Ha proseguito con tutte le frasi riportate nella mia ricostruzione, compresa la minaccia di venirmi 'a prendere' e di 'staccarmi le orecchie'. Mi ha preso con forza il polso destro, strattonandolo più volte mentre parlava, lui sì, a voce molto alta. Io non l’ho mai insultato e non ho mai alzato la voce, come potranno confermare i testimoni. Ho semplicemente detto con tono di voce normalissimo: 'Stai calmo Max' e per due volte: 'Stai attento, che quello che dici è grave'. Mi auguro di non dover più
tornare sull’accaduto".

Fonte Dal nostro inviato, Camillo Demichelis

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