La crisi di dribbling e di gioco di Juan Guillermo Cuadrado, ancora una volta tra i peggiori
La miglior caratteristica di Juan Guillermo Cuadrado è da sempre stata lo scatto sul momento, l'improvvisato salto a destra o a sinistra, quasi fosse il politico moderno, il Ministro del dribbling sullo stretto. Però le gare di Champions League su tutte, e pure quelle in Serie A, hanno dimostrato che il tempo passa, o che forse gli altri terzini si sono attrezzati per imparare da uno dei migliori al mondo degli ultimi anni. Nuno Mendes del Paris Saint-Germain, di molti anni più giovane, ha tenuto al guinzaglio il colombiano che ha provato ogni tuffo possibile per superarlo senza mai riuscirci. Alejandro Grimaldo del Benfica, che forse è il terzino sinistro che questa Juventus cerca come Godot da troppo tempo, lo ha annacquato.
I troppi errori
Cuadrado ha commesso tanti errori ieri, troppi. E' stato tenuto a bada da Grimaldo e quando il terzino non era abbastanza, il raddoppio di un mediano sì. Non ha mai inciso in fase di spinta e in quella di recupero è stato troppo morbido. Con Joao Mario dentro al campo, di fatto era solo nel deserto delle idee della Juventus. Pure nei primi venticinque dove la Vecchia Signora sembrava rinata da un lifting fatto d'impeto e rabbia, era uno dei più spenti e meno incisivi.
Non riesce a salvare la barca Juventus
Difficile dire che fine abbia fatto, se sia il tempo che passa, se sia stanco, se sia diventato prevedibile, se siano migliorati gli avversari. Se, come forma massima del dubbio senza risposta e di troppe domande che ora la Juventus si sta facendo. Senza alcuna soluzione in mano. Un tempo, anche la scorsa stagione, Cuadrado era quella dal cilindro. Un dribbling sullo stretto, uno scambio, la verticale, il gol del compagno, e la barca almeno in porto. Stavolta no. Fa acqua e non sembra aver le pezze, almeno adesso, per salvarla.






