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La resilienza di Mourinho ha cambiato la Roma

La resilienza di Mourinho ha cambiato la Roma TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
autore
Dario Marchetti
giovedì 21 aprile 2022, 08:30Serie A

Di Francesco ne aveva parlato in tempi non sospetti, ma la dote che più di tutte permette a un allenatore di far strada è quella della resilienza. La capacità di assorbire l’urto senza rompersi e così sta facendo Josè Mourinho. Come il bambù, lo Special One è stato in grado di piegarsi, ma senza distruggersi. D’altronde qualche settimana fa in una chiacchierata in Vaticano con il Cardinal Tolentino lo aveva detto. “Sono pronto ad adattare la mia natura al nuovo progetto, ma non a cambiarla”. E’ stato di parola il portoghese che da inizio stagione non ha mai abbandonato quella comunicazione muscolare che nel breve termine poteva sembrare controproducente, ma che adesso sta portando i suoi frutti. Mourinho non ha fatto ‘prigionieri’. Arbitri, calciatori, dirigenza: nessuno è stato escluso dalla strategia comunicativa dello Special One e nella rosa giallorossa l’effetto voluto era quello di una selezione naturale dove solo i più forti e meritevoli avrebbero continuato a sottostare al suo ‘regime’. Il mercato di gennaio, infatti, è servito a epurare parte di quei giocatori ritenuti non idonei e il processo continuerà anche in estate con un’altra piccola rivoluzione.

Mourinho, però, ha saputo anche calarsi in una realtà per lui totalmente diversa da quelle sposate in passato. Un progetto, quello giallorosso, dove la parola d’ordine del primo anno non era ‘vincere’, ma ‘costruire’ adattandosi anche alle materie prime a disposizione. Come quando schiera Felix a Marassi o lancia Zalewski in nuovo ruolo, difendendo la sua scelta anche di fronte alle critiche. Poi la decisione di abbandonare il 4-2-3-1, nonostante sia il modulo preferito del tecnico, per un più producente 3-4-2-1. E se prima il pensiero dell’allenatore era di ritornare al più presto alla difesa a quattro, ora l’idea è di continuare su questa strada intrapresa perché la Roma oggi non è solo una squadra di temperamento in grado di segnare 19 gol nei finali di gara. Ma anche una squadra in grado di esprimere un buon calcio, come dimostrano le azioni che hanno portato al gol di El Shaarawy al Maradona o al gol del 2-0 di Zaniolo contro il Bodo/Glimt. Insomma, a Trigoria ci sarà ancora la scritta ‘lavori in corso’, ma i primi risultati si vedono e la resilienza di Mourinho ha fatto la differenza.

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