La Serie A della Fiorentina rischia di essere già compromessa. Le coppe diventano obbligo
Nella partita da prendere o lasciare, la Fiorentina fa cilecca. Un tonfo, la Lazio che passa al Franchi con uno 0-4 più roboante nel punteggio che nella differenza in campo, ma che allo stesso tempo sembra disegnare per la squadra di Commisso e Italiano una clamorosa interruzione degli obiettivi d'Europa (quello minimo dichiarato è migliorare il 7° posto del passato campionato) per quanto riguarda questa Serie A. Il ritardo in classifica dalle rivali si fa pesante, e con un attacco che a più riprese sta dimostrando, nudo, la sua costante sterilità diventa anche difficile pensare a ribaltoni nell'immediato. Almeno non nel prossimo mese.
Serve trovare un'altra strada
Diventano allora più che importanti, fondamentali, le strade alternative. Se l'autostrada è affollata, a volte conviene uscire e percorrere le extraurbane, dove si corre meno, ma le occasioni di arrivare a meta non appaiono quantomeno ancora alla stregua di speranze. D'altronde il girone di Conference è partito male, vero, la Fiorentina però ha ancora tutte le carte in regola non solo per superare il turno, ma anche per farlo da prima del suo raggruppamento. Per la Coppa Italia, invece, fino al nuovo anno non c'è da preoccuparsi di dover scendere in campo. Ecco magari, con di mezzo un mercato invernale che, per chi avesse bisogno, potrebbe cominciare ufficiosamente tra un mese, l'illusione di poter aggiustare le cose intervenendo anche sulla composizione della rosa. Almeno per le coppe: sul campionato, dopo la partenza peggiore del plotone tra le candidate alle piazze che contano e il tonfo interno con la Lazio, è calata l'incredibile ipotesi, tristemente concreta, di dover già calare il sipario.






