Milan, da Abate a Sergino Dest: tutti i terzini sacrificati sull'altare di Davide Calabria
Se è vero che Davide Calabria, per un lungo periodo, non è stato profeta in patria, dall'altro ora il capitano rossonero ha conquistato tutti. Lo ha fatto metodicamente, impiegandoci un po' di tempo, trovando poi l'equilibrio definitivo appena dopo il Covid, quando il Milan è tornato a essere bello e vincente. Prima lo stesso Calabria subiva i fischi di San Siro, come molti dei suoi compagni - chiedere a Kessie e Calhanoglu su tutti - ora invece è praticamente inamovibile, con Florenzi come suo pretoriano e scudiero, entrando in determinate situazioni quando non è disponibile.
Tutto ha inizio con Ignazio Abate, realisticamente all'ultima stagione con il Milan. Calabria incomincia a prendere confidenza con il ruolo e la titolarità, giocando ventisei partite in campionato, mentre lo stesso Abate solamente 19 e Andrea Conti, reduce dai guai fisici, 12. L'anno successivo c'è ancora Conti, niente Europa ma qualche problemino fisico di troppo: 25 partite contro 23, al netto di un minutaggio ovviamente diverso. Il 2020-21 è l'anno della svolta, perché se è vero che arriva Diogo Dalot dal Manchester United a candidarsi per una maglia, il portoghese non fa benissimo, anzi. Ora è titolare nei Red Devils, quasi a benedire la bontà dell'operazione.
Di Florenzi abbiamo già parlato, ma in ultimo era arrivato anche Sergino Dest, in prestito dal Barcellona. Lo statunitense non ha fatto benissimo, tutt'altro, ed è stato rispedito al mittente. Ora può essere riscattato per 10 milioni di euro dal PSV Eindhoven, dove sta facendo benissimo. Alle volte i demeriti non sono tutti da una parte, qualche merito Calabria lo ha.






