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Hellas Verona, Baroni: "Gli errori vanno guardati negli occhi, senza vergogna"

Hellas Verona, Baroni: "Gli errori vanno guardati negli occhi, senza vergogna"
Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 15:27Serie B
Marco Baroni presenta Padova-Verona: l'analisi del ko con l'Ascoli, i nuovi Zappa e Dawidowicz e la ricerca di una svolta in trasferta

Alla vigilia del derby in trasferta contro il Padova, valido per la seconda giornata di Serie B, il tecnico dell'Hellas Verona Marco Baroni ha fatto il punto in conferenza stampa: dall'analisi della sconfitta contro l'Ascoli, ai nuovi arrivati Zappa e Dawidowicz, fino al messaggio di fiducia rivolto a squadra e ambiente.

Un derby con i tifosi del Verona al seguito: un motivo in più per fare bene?
"È vero, è un derby, ma al di là di questo i nostri tifosi ci hanno sempre dato fiducia, come domenica scorsa quando ci sono stati vicini fino al 90'. Abbiamo bisogno di questo, sarà un incentivo in più. Io parto sempre dalla prestazione, quella non possiamo sbagliarla: è chiaro che il risultato con l'Ascoli ci ha penalizzato oltre misura rispetto a quanto fatto in campo, ma ci serve per crescere e migliorare".

Che impressioni ha di Zappa, arrivato dal Cagliari?
"Devo ancora fare una chiacchierata con lui e valutarlo con più calma. Ha comunque lavorato sempre con la squadra ed è entrato domenica: valuterò la sua disponibilità per la gara di domani".

Cosa deve cambiare e cosa mantenere rispetto alla gara con l'Ascoli?
"La strada l'abbiamo tracciata anche su quella prestazione: il risultato non ci piace, abbiamo commesso errori che dobbiamo eliminare. Io vivo di entusiasmo e ho grande fiducia, e voglio trasmetterla prima di tutto alla squadra: sarà un anno difficile, ma il passo lo dobbiamo fare noi, partendo da me come allenatore. Vogliamo sempre un passettino in più, e domani lo dobbiamo mettere dentro".

Il principio dello stare "tutti insieme" fu decisivo due anni fa in un momento simile: può essere di nuovo la chiave?
"Non c'è dubbio che intorno a questo Verona, reduce da un'annata difficile, quella negatività sia riaffiorata nel momento in cui siamo stati raggiunti dall'Ascoli. Stare tutti insieme è il fulcro per cambiare marcia, soprattutto affrontando un ambiente come quello del Padova, che di entusiasmo ne ha tantissimo: sarà una partita difficilissima, ma sono le partite difficili che alzano il livello".

C'è chi dice che questo gruppo non abbia più niente da dare: lei cosa pensa dei suoi giocatori?
"Io non sono così, voglio migliorarmi e voglio migliorarli. Solo attraverso prestazioni convincenti e risultati possiamo invertire la rotta: la mia attenzione è rivolta solo lì".

Il progetto tattico sembra pensato in vista di ulteriori rinforzi dal mercato: resta valido con la rosa attuale?
"Non voglio nemmeno lontanamente entrare nel discorso mercato: lavoro su chi c'è, la mia attenzione e quella del mio staff è tirare fuori il meglio da questi giocatori. Non metterei mai un calciatore a fare un ruolo che non gli appartiene: il tema in questo momento non riguarda i singoli, ma la squadra. Dobbiamo fare una prestazione di altissimo spessore, sia fisico che tecnico: la squadra lo può e lo deve fare".

Per trovare maggiore concretezza offensiva, sta pensando a qualche cambio di uomo?
"Più che un cambio di uomo, voglio dare quell'energia, quella fiducia e quella convinzione che ho io: è lì dentro che la squadra deve trovare qualcosa in più, quella che a volte viene chiamata cattiveria ma è più semplicemente convinzione. Con l'Entella la squadra aveva fatto bene, dobbiamo continuare su quella strada senza mai avere dubbi".

È soddisfatto di Dawidowicz, schierato titolare fin da subito con l'Ascoli?
"Sì, l'ho messo subito in campo perché mi serviva: lo considero un giocatore che conosce l'ambiente e ha fatto un percorso importante. Non era al 100% della condizione, ma con la sua esperienza può assorbire questo tipo di difficoltà iniziali, che sono anche fisiologiche. Ora pensiamo solo a questa partita: ci servono gare così per alzare il nostro livello".

Che aggiornamenti ci sono su Mosquera, Tagne e gli altri giovani non ancora impiegati?
"Mosquera ha fatto il suo percorso, è rientrato da due giorni con la squadra. Tagne è un ragazzo interessante, un centrale difensivo che ha bisogno del suo percorso di crescita: vorrei farlo lavorare con noi e farlo crescere gradualmente".

Come si allena la mentalità per evitare i momenti di superficialità di cui ha parlato dopo l'Ascoli, e come sta Korac?
"Korac si è inserito molto bene, ha dedizione e impegno, ma in questo momento devo fare delle scelte: viene da un'annata in cui giocava a tre, ma è ineccepibile nel lavoro svolto fin dal primo giorno, troverà il suo spazio. Sugli errori dopo l'Ascoli, ripeto: vanno guardati negli occhi, li abbiamo analizzati senza vergogna. Si guardano, si affrontano, e così si cresce: certe situazioni si lavorano proprio per non ripeterle".

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