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Milan, la musichetta cambia la difesa: in affanno n A, insuperabile (o quasi) nelle notti Champions

Milan, la musichetta cambia la difesa: in affanno n A, insuperabile (o quasi) nelle notti Champions TUTTOmercatoWEB
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Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
mercoledì 19 aprile 2023, 09:00Serie A

Prima della rete (inutile) di Victor Osimhen negli ultimi istanti della partita, il Milan veniva da una sequenza di quattro gare consecutive senza gol al passivo: Pierre-Emerick Aubameyang al 34' della gara persa contro il Chelsea per 0-2 era stato l'ultimo a dare un dispiacere al Diavolo. Da lì in avanti porta chiusa per cinque partite consecutive, più quella col Napoli dove il reparto ha resistito fino al 93'.

Una squadra che ha posto le basi per l'incredibile cavalcata europea, grazie a un reparto ermetico. L'esatto opposto di ciò che ha offerto in Serie A, dove ha subito 37 reti in 30 partite. Parte la musichetta e cambia tutto: lo si è visto anche senza quel Maignan rimpianto come non mai in campionato. Di fatto la squadra ha sempre concesso pochissimo, a prescindere dai protagonisti in campo. Se Dinamo Zagabria e Salisburgo potevano essere ritenuti avversari non all'altezza, non si può dire lo stesso di Tottenham e Napoli, squadre sulla carta favorite. In particolar modo gli azzurri vantano il miglior attacco della Champions e un ruolino di marcia in casa che li ha visti segnare sempre almeno tre reti. In queste sfide abbiamo apprezzato le qualità di Malick Thiaw, che si è tolto l'etichetta di oggetto misterioso. Si è rivisto il miglior Simon Kjaer, in netto calo in questa stagione ma praticamente perfetto sia nell'andata degli ottavi di finale, sia nel doppio quarto contro il Napoli. E perfetti anche Kalulu e Tomori (rigore concesso con i partenopei a parte), quest'ultimo particolarmente in difficoltà in campionato. E poi il citato Maignan, che anche al "Maradona" si è superato, parando il rigore all'82' che avrebbe riaperto i giochi qualificazione

La compattezza dietro è stata poi quella caratteristica che ha permesso al Milan di mettere la freccia sull'Inter nella volata finale della passata stagione: solo 2 reti al passivo nelle ultime 11 partite, che hanno portato il 19° scudetto. Lo dice anche la famosa frase: "Gli attacchi vincono le partite, le difese i campionati". Anche a eliminazione diretta.

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