Monza, nessun dramma. Ma alcune cose vanno riviste
L’importante per il Monza è resettare. Pensare che quella contro l’Inter, seppur pesante nel punteggio ma anche per il modo in cui è maturata, è solamente una sconfitta. Da cui prendere spunto per correggere i difetti, apprendere dalle negatività per non ripeterle e magari ricavare qualche spunto utile per pianificare le mosse di mercato da provare a mettere in pratica nella seconda metà della sessione di gennaio.
Testa e scelte Una cosa che non si può aggiustare tramite la campagna acquisti è la mentalità. L’approccio alle gare del Monza ultimamente è un flop: molle, svagato, senza la giusta cattiveria agonistica. Decisamente strano per chi, al contrario, sull’impatto positivo alle partite ha costruito buona parte delle proprie (meritate) fortune. Il problema è talmente evidente che anche Raffaele Palladino ha sottolineato pubblicamente come questo aspetto sta costando punti e zavorrando una squadra che contro determinati avversari – vedi l’Inter, ad esempio – può fare molta fatica a rimettersi in piedi dopo essere andata sotto nel punteggio. Discutibili poi alcune scelte dello stesso allenatore in materia di formazione. Perché “forzare” e snaturare quando non c’è n’è bisogno? Gagliardini difensore centrale in casi di emergenza è una soluzione, ma rinunciare a Pablo Marì e Izzo quando possono giocare appare come un azzardo.
Il mercato Al Monza serve un attaccante. Lorenzo Colombo si applica, si impegna, ma la porta proprio non la vede. Alle sue spalle c’è Maric, lodevole per impegno quando è stato chiamata in causa ma destinato alla cessione in B. Kean è il sogno: la Juventus apre al prestito ma sull’attaccante c’è la Fiorentina e alcune richieste di informazioni dall’estero. Anche a sinistra serve un nuovo innesto. Ciurria fisicamente non è al top, Pedro Pereira non sta rendendo secondo le aspettative. Bakker dell’Atalanta e Bartesaghi del Milan sono i nomi al momento più attuali.






