Mourinho, sorriso a metà: evita la squalifica ma è ancora emergenza
José Mourinho ha lavorato più sereno ieri alla ripresa degli allenamenti a Trigoria. Perché non appena arrivato al campo è giunta la notizia del patteggiamento con la procura Figc per le frasi dette sull’arbitro Marcenaro e Berardi prima di Sassuolo-Roma. Dichiarazioni che gli erano valse l’apertura di un’inchiesta con tanto di rischio deferimento e squalifica. Ha prevalso però la soluzione diplomatica con il tecnico che ha deciso di farsi ascoltare, spiegando le sue ragioni a Chiné con il quale si è alla fine concordato per un’ammenda da 20mila euro al tecnico e altrettanti alla società a titolo di responsabilità oggettiva. Inutile nascondere la soddisfazione a Trigoria per una questione che come detto poteva portare alla squalifica dello Special One e dunque a non essere in panchina nelle gare importanti con Bologna, Napoli e Juventus. Il club ha fatto forza sulla volontà di confronto con le istituzioni, un dialogo costruttivo che ha portato al patteggiamento pre deferimento e che ha visto la procura tenere in considerazione anche il diverso atteggiamento del club e della panchina giallorossa in questo genere di situazioni. Per questo ora Mourinho dovrà preoccuparsi solo del campo perché domani lo attende il Bologna in uno scontro diretto per la Champions, ma gli assenti potrebbero essere addirittura dieci tra le fila giallorosse.
Lukaku e Zalewski squalificati, Smalling, Dybala, Kumbulla, Abraham e Aouar infortunati. Spinazzola e Azmoun sono tornati ieri ad allenarsi con il gruppo, ma verranno valutati definitivamente oggi. Per questo la Roma che si appresta a giocare contro il Bologna è ancora in piena emergenza, per questo le scelte paiono obbligate. Con Rui Patricio in porta e 3-5-2 composto da Mancini, Llorente e Ndicka, a centrocampo torna Paredes con Cristante e Bove ai alti, mentre Karsdorp ed El Shaarawy saranno i due quinti. Davanti Belotti con Pellegrini alle sue spalle.






