Napoli, la capolista torna umana: non la solita prova e cade l'imbattibilità casalinga
Non il solito Napoli. La squadra di Luciano Spalletti interrompe la striscia di otto vittorie di fila in campionato cedendo in casa contro l'ex Sarri, inciampando così nella prima sconfitta casalinga anche per l'eurogol trovato da Vecino, probabilmente nel momento migliore degli azzurri. Tanti i meriti della gara (difensivamente perfetta) della Lazio, ma al cospetto di un Napoli non con la solita fame, anche perché finora a Fuorigrotta in tanti (se non quasi tutti) hanno presentato la tipologia di gara preparata da Sarri - blocco basso e pressione costante su Lobotka e Anguissa - ma senza mettere in difficoltà la capolista.
Manovra lenta e poche palle gol
La Lazio è riuscita a soffocare il fraseggio centrale dei partenopei, oscurando Lobotka e costringendo il fraseggio a svilupparsi lateralmente (e senza la qualità di Mario Rui, spesso play aggiunto in queste gare). Quello che però solitamente sembra poco per fermare il Napoli, stavolta è parso un ostacolo troppo grande ed i partenopei non hanno mai trovato l'accelerata vincente, giochicchiando, spesso anche al limite dell'area, senza mai tirare pericolosamente in porta se non nell'occasione della traversa colpita da Osimhen.
Ko episodico e nessun campanello d'allarme
La capolista conserva (per ora) un ampio +17 sulla seconda. Nonostante una delle versioni più sbiadite del Napoli, la gara è stata in equilibrio, decisa da un eurogol forse proprio quando la squadra di Spalletti sembrava aver preso in mano il predominio del campo e del gioco. Anche per questo Spalletti è parso tranquillo nel post-partita: non c'è la necessità di far scattare un campanello d'allarme, ma ora è chiaro che sin dalla prossima gara contro l'Atalanta - ancora al Maradona - vorrà rivedere il suo Napoli tornare a costruire palle gol a ripetizione.






