Non ha visto Salernitana-Milan e mi ha chiesto di raccontargliela. Gli ho risposto: "Sai già tutto"
Un collega, durante Salernitana-Milan, mi ha gentilmente chiesto di mandargli un audio Whatsapp con un breve riassunto e con un commento dettagliato del match dell'"Arechi" terminato 2-2. A fine partita ho fatto quanto richiesto, ma, ad un certo punto del vocale, quando credo fossero ormai passati circa tre minuti, ho deciso di buttare tutto il lavoro all'aria, cancellando l'audio e sostituendolo con un solo messaggio: "Sai già tutto".
Perché sa già tutto
L'amico giornalista non gode né di chiaroveggenza né di onniscenza: sa semplicemente e perfettamente cosa sia, come giochi, come si comporti il Milan di Stefano Pioli post Scudetto. Inutile, dunque, andare a fare un riassunto di un match il cui tabellino può facilmente trovarsi su qualsiasi app sportiva e il cui andazzo, per ciò che riguarda i rossoneri, è lo stesso da un anno e mezzo a questa parte... Qualche appunto rapido perché repetita iuvant: incapacità di gestire il vantaggio, scarsissima mentalità, continuità inesistente, infortuni continui, gioco offensivo ridotto alle giocate dei singoli e spesso inefficace contro difese schierate, tenuta difensiva messa sempre a repentaglio da corpose voragini lungo tutto il campo, dichiarazioni più che rivedibili nel post partita.
Ciò che si vede
In questo elenco c'è tutto il Milan dall'agosto 2022 in poi, c'è un trend che è sempre quello, ci sono sempre gli stessi problemi. E tante cose sono cambiate nel corso degli ultimi mesi: è cambiata la dirigenza, sono arrivati tanti nuovi calciatori e ne sono andati via altrettanti. Tranne una: l'allenatore. Io credo che qui non si tratti di più di decidere da che parte stare, di puntare il dito, di ragionare per partito preso o per antipatie personali: si tratta di analizzare con oggettività ciò che si vede. E ciò che si vede è un Milan senza capo né coda, confusionario, disordinato, senza una vera anima, senza voglia di incidere, senza la giusta mentalità, senza un gioco offensivo di alto livello e una fase difensiva idonea alle ambizioni che si professano apertamente. È un Milan eliminato ai gironi della Champions League e, potenzialmente, a -11 dalla capolista Inter con sole 17 partite di campionato giocate. È un Milan con 30 infortuni a dicembre, che hanno coinvolto 21 giocatori su 27 in rosa, salvando, fino ad oggi, solo due titolari. Mi sto chiedendo, mentre scrivo, perché insisto con l'articolo indeterminativo "un Milan", quando ciò che si vede è, semplicemente, "il Milan di Pioli" post Scudetto. Non credo ci sia molto da aggiungere su quale sia la strada da percorrere se si vuole salvare il salvabile.






