Roma, bentornato Zaniolo. Mou lo rilancia e lui non sbaglia
Terza semifinale europea negli ultimi cinque anni. A leggerlo così sembrerebbe un dato accostabile alle big del calcio europeo, invece la statistica è della Roma che, almeno per numeri, ha il miglior ruolino europeo tra le società italiane del recente passato. Semifinale Champions nel 2018, semifinale d’Europa League lo scorso anno con Fonseca e ora quella di Conference con Mourinho. Chissà che la terza non possa essere quella buona per centrare la finale di Tirana del 25 maggio e la speranza dello Special One è di continuare a vedere lo stesso Zaniolo di ieri sera. Prima tripletta della sua carriera e reti decisive per ribaltare una qualificazione che poteva essere compromessa nella gara d’andata visto il 2-1 in favore del Bodo/Glimt. La doppietta del primo tempo e il tris nella ripresa, invece, hanno ucciso la partita e sportivamente i norvegesi.
E pensare che Nicolò nemmeno avrebbe dovuto giocarla la partita. Fino a prima della rifinitura era stato provato il solito assetto con Pellegrini e Mkhitaryan dietro Abraham, poi il cambio nell’ultimo allenamento prima della partita con Zaniolo sulla trequarti e Oliveira in panchina. Scelta che ha dato ragione a Mourinho, costretto a cambiarlo all’ora di gioco solo per via dei crampi. All’uscita dal campo, al di là della standing ovation dei sessanta mila dell’Olimpico, c’è stata la stretta di mano e l’occhiolino con lo Special One. Un gesto normalissimo, ma che spegne le polemiche delle ultime settimane su un rapporto incrinato tra i due. Il portoghese, infatti, da inizio stagione ha capito come gestire il talento di Nicolò. Bastone e carota per avere il massimo. Ogni volta che è stato tenuto fuori, poi ha sempre risposto presente. Ora, però, si aspetta il salto di qualità da Nicolò per un rush finale di stagione che può regalare ancora delle emozioni.






