Roma, l’importanza di chiamarsi Matic. E con la Juve può partire dall’inizio
Cercato, voluto e portato a Roma. Nemanja Matic è stato il primo colpo dell’estate giallorossa e la prima richiesta di Josè Mourinho a Tiago Pinto per costruire la nuova squadra. Ovunque è andato ha provato a portarselo dietro. Dal Chelsea allo United, passando ora per la Capitale, al punto che le presenze del centrocampista serbo sotto la guida dello Special One sono 120, di cui le ultime due in Serie A. E anche se in queste prime giornate con Salernitana e Cremonese non è partito titolare, l’importanza di Nemanja l’ha sottolineata lo stesso Mourinho dopo la vittoria di lunedì. “Come a Salerno dico che Matic ha finito la partita. Ha un’esperienza nel gestire la palla, il ritmo e l’intensità del gioco incredibile. Ha fatto molto, molto bene. Ha fatto 20 minuti d’oro per noi”.
Sia contro Nicola che contro Alvini, infatti, è entrato negli ultimi venti minuti per bloccare il risultato e ci è riuscito. Sabato all’Allianz contro la Juventus, però, potrebbe arrivare l’esordio da titolare in campionato perché prima l’infortunio di Wijnaldum e poi quello di Zaniolo costringono Mourinho ai primi cambi. Niente più “Fab Four”, ma Pellegrini spostato in avanti con Dyabala e Abraham, mentre la cabina di regia sarà affidata al serbo, insieme a Cristante. Questa la soluzione più probabile tra le varianti a disposizione che potrebbero prevedere anche una partenza ancora dalla panchina di Matic con Pellegrini e Cristante in mediana e l’inserimento di El Shaarawy sulla trequarti. Da oggi Mourinho avrà tre allenamenti a disposizione per sciogliere i dubbi nella speranza che la sfortuna lasci in pace la sua squadra.






