Non solo la salvezza, Nicola chiamato anche a non disperdere i pesanti investimenti del Venezia
Non solo la permanenza in Serie A, ma anche la necessità di tutelare gli investimenti estivi. Davide Nicola è chiamato a una doppia impresa sulla panchina del Venezia: centrare la salvezza e rilanciare i singoli, evitando una pesante svalutazione della rosa. Un eventuale risultato positivo potrebbe meritare un prolungamento del contratto, attualmente in scadenza nel 2028, soprattutto considerando il rinnovo fino al 2029 concesso in precedenza a Giovanni Stroppa.
Investimenti importanti, ma la rifondazione convince poco
I numeri raccontano gli sforzi economici della società lagunare. Il monte ingaggi netto ammonta a 35,49 milioni di euro, distribuiti su 40 calciatori: un dato che vale il tredicesimo posto in Serie A. Sul mercato, invece, si registra 44,50 milioni spesi e 31,78 incassati, per un saldo negativo di 12,72 milioni. Una cifra relativamente contenuta rispetto a Monza e Frosinone, ma resta il dubbio sull'opportunità di rivoluzionare così profondamente una squadra reduce dalla promozione. Il Venezia è infatti il club che ha movimentato più giocatori.
Nuovi acquisti sotto esame, Yeboah resta un patrimonio
Il nodo principale riguarda il rendimento dei nuovi arrivati, finora incapaci di incidere come previsto. Akor Adams, costato 16 milioni, rappresenta l'investimento più oneroso, seguito da Rrahmani (7,5 milioni), Bella-Kotchap (7 milioni) e Halhal (5 milioni). Tra cartellini e stipendi, il rischio di una svalutazione diventa concreto. Intanto, il rinnovo di John Yeboah fino al 2030 garantisce continuità: l'ecuadoriano ha segnato soltanto una rete, ma il suo valore resta stabile. Per Nicola, dunque, il campo sarà decisivo anche per proteggere i conti del club.
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