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TMW - Mauro: "Con Guardiola partecipazione straordinaria, nessuno dà le spalle al pallone"

TMW - Mauro: "Con Guardiola partecipazione straordinaria, nessuno dà le spalle al pallone" TUTTOmercatoWEB
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Simone Dinoi
lunedì 9 ottobre 2023, 10:43Serie A

Massimo Mauro ha parlato nel corso della conferenza stampa precedente all'evento ”Dialoghi sul Talento con Pep Guardiola, promosso dalla Fondazione CRC in collaborazione con Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca e lo sport Onlus e Fondazione Guardiola e con il supporto di Collisioni: "Questo è un nome che ha voluto dare Gianluca Vialli, dopo due giorni mi disse di aver trovato un nome straordinario: mi aveva fatta una videochiamata e mi disse “Alba dei campioni”. Arriveremo il prossimo anno spero alla terza edizione, abbiamo costruito un grande rapporto con la fondazione. Che Pep abbia accettato di essere qui è fantastico, siamo qui a dare l’opportunità ai ragazzi di ascoltare uno degli sportivi più vincenti oltre che una bravissima persona”.

Su ossessione che batte talento: "Abbiamo visto campioni straordinari tecnicamente però ci vuole un equilibrio fra tutte le caratteristiche che deve avere un professionista, ha ragione Michael Jordan a dire che il talento non basta. Mi piacerebbe che tutti i giovani capissero che non c’è un’equazione tra impegno e risultato, però la cosa più bella è dare il massimo".

Sulla vittoria e le sconfitte: "Pep ha baciato la medaglia del secondo posto, molti altri sportivi quando perdono trovano alibi. Invece lui bacia la medaglia, credo che questa sia la risposta e spero che i giovani lo capiscano. Luca teneva molto a questo, uno se gioca a calcio vuole diventare come i campioni ma è un momento difficile e noi abbiamo bisogno di gente perbene. Di ragazzi che capiscano che con la violenza non si fa niente".

Su calcio fisico e tattica: "Non ho grandi risposte su questo tema. Mi divertivo a giocare, mi diverto a guardarlo e a commentarlo. Il calcio è troppo bello, forse le parole rovinano quello che vediamo. Quello che mi piace di Guardiola è che non c’è nessun giocatore che dà le spalle a chi ha la palla, non c’è un giocatore che non voglia la palla e si rifiuti di essere d’aiuto a chi ha la palla. La partecipazione nelle squadre di Pep è straordinaria”.

Sul talento in Italia: “Avevo 17 anni e Mazzone mi porta con lui. Non c’era un momento in cui non mi diceva di puntare l’avversario, mi infondeva sicurezza soprattutto di fronte all’errore. Io mi sentivo a un metro d’altezza e alla fine di quell’anno ho giocato in Serie A. Oggi c’è il talento ma non viene fuori, perché qui l’ossessione per il risultato è molto più importante di un dribbling o un tiro. Dobbiamo avere il coraggio di dire che è importante lasciar esprimere i fondamentali nei settori giovanili. Se da 15 anni non abbiamo un cannoniere in Nazionale… Immobile fa gol in campionato ma non in Nazionale. Se è lui il riferimento forse qualche problemino c’è”.

Sul talento più grande di Vialli: “Luca aveva una leadership Natale ma la cosa bellissima è che sapeva esercitarla, era un piacere perché ti sentivi sicuro accanto a lui".

Sul talento più grande con cui ha giocato: “Zico, Maradona, Platini, scegliete voi”.

Fonte inviato a Cuneo

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