Spalletti salvato da Nico e Koop, dopo la beffa Kessie serve un vero bomber. Paratici e una Viola da ricostruire in 3 giorni, Nije prima mossa. Amorim mago dei cambi o scelte iniziali sbagliate? Fabregas-Allegri, nemici contro
Spalletti ringrazia Nico Gonzalez e Koopmeiners che regalano tre punti alla Juve evitando lo stato di crisi. Due giocatori che non sono centrali nel progetto bianconero. La società è in affanno. Il voltafaccia di Kessie è un segnale chiaro. La Juve ha perso appeal a livello internazionale. E non ha i soldi per convincerli. Il direttore Carnevali ha bisogno di vendere bene per fare cassa e per acquistare il grande bomber che serve al tecnico di Certaldo. Spalletti ha dato spazio a David contro il Parma. Un esperimento fallito. Il canadese è uscito tra i fischi e la sua esibizione certo non aiuta la sua vendita. La Juve ha bisogno di idee nuove. Ha bisogno di trovare qualcosa di speciale davanti anche perchè Kolo Muani continua a non convincere. E a non segnare. Oggi la Juve non è da scudetto ma ci sono anc ora tre giorni di mercato.
Il disastro viola è un qualcosa di incredibile. Nel giorno del Centenario la Fiorentina perde al Franchi per 3 a 0 contro un ottimo Frosinone. Ora è ultima in classifica avendo incassato sette gol in due gare. Sul banco degli imputati il direttore Paratici che ha speso più di 130 milioni per costruire un progetto incompiuto. Manca un grande centravanti dopo aver alzato bandiera bianca davanti alle richieste di Kean; manca un vero regista (non lo è Fagioli e ancor meno Oulai); manca un terzino marcatore. L’arrivo di Nije risolve almeno in parte la questione attaccanti esterni. Grosso ha le sue colpe ma lo ha scelto Paratici e certo non può essere esonerato dopo le prime due gare di campionato. Sta lavorando con una squadra che vive da tempo con la scritta: lavori in corso. Paratici ora ha tre giorni di tempo per ricostruire la Fiorentina, per comprare quello che serve, per rimediare agli errori commessi. Un Centenario così è assurdo. Veder sfilare campioni come Bati, Rui Costa, Chiarugi, Dunga, solo per citare alcuni ex presenti al Franchi, testimonia di quello che è stata la Fiorentina. Salvo solo Commisso che continua a mettere i soldi. Tanti soldi, troppi soldi. Rimediando solo brutte figure.
Ora deve chiedere a Paratici il perchè di questo inizio di campionato catastrofico.
Il Milan invece torna in copertina. Le scelte forti di Gerry Cardinale hanno una loro logica. Il proprietario del club rossonero ha voluto dare un taglio netto con il passato. Via Leao, uno dei protagonisti degli ultimi fallimenti sportivi e fuori rosa quelli che non rientrano nel nuovo progetto tecnico. Aspettiamo la prima sosta del campionato per capire se questa rivoluzione può funzionare e se il Milan può tornare a lottare per lo scudetto. Per il momento mi intrigano di più le scelte di Amorim. Prima sfida con Rabiot in panchina. Il francese resta a mio giudizio uno dei centrocampisti più forti della Serie A. Non inserirlo nell’undici iniziale mi aveva sorpreso. Di fatto quando entra Rabiot il Milan cambia passo e vince. Stessa storia contro il Venezia. Tra i bocciati di inizio gare c’è Selemaekers. Il Milan arranca, soffre l’atteggiamento aggressivo degli avversari. Poi, entra Selemaekers e arrivano i tre punti e la vetta della classifica. La domanda è: Amorim è un mago dei cambi o sbaglia le formazioni iniziali? Non riesco a dare per il momento la risposta. Aspetto le sue prossime scelte iniziali. Il tecnico portoghese resta al momento un gigantesco punto interrogativo.
Oggi c’é un intrigante Napoli-Como. Con la sfida tra Allegri e Fabregas, due allenatori che non si amano. Nei due precedenti sono stati fuochi d’artificio. Normale tra due figure che vedono il calcio in maniera diametralmente opposta. Da una parte il tecnico livornese e la sua filosofia del vincere per “corto muso”; dall’altra lo spagnolo che ha proposto in Serie A un calcio rivoluzionario un a via di mezzo tra il tiki taka e l’aggressività a tutto campo. Per il momento i numeri di questa sfida sono a favore di Allegri. Ma lui allenava il grande Milan e Fabregas un Como da costruire. Sono curioso di capire se il Napoli di Max è da scudetto e se il Como di Cesc è da zona Champions. Oggi avremo una prima indicazione sulle prospettive di due realtà ambiziose.






