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TMW - Serie A, De Siervo: "Caro biglietti? Ci stiamo lavorando. Trattative sui diritti TV ferme"

TMW - Serie A, De Siervo: "Caro biglietti? Ci stiamo lavorando. Trattative sui diritti TV ferme" TUTTOmercatoWEB
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
lunedì 4 settembre 2023, 16:51Serie A

Luigi De Siervo, amministratore delegato Lega Serie A, ha parlato a margine della presentazione del progetto Calcio Social Responsability - Mission 2030: "Abbiamo un rapporto privilegiato con la UEFA e si vede, siamo stati tra i primi individuati per portare avanti un progetto importante sulla responsabilità sociale. Il calcio ha un ruolo di primo piano e non deve dimenticarlo mai. La UEFA ha saputo organizzare e pianificare una suddivisione per materia, noi avremo un vero e proprio palinsesto a cui dare visibilità ogni settimana. Lo faremo attraverso i media ma anche attraverso i nostri strumenti di comunicazione. È un tentativo di crescere insieme, in una dimensione più sostenibile".

Sarà importante anche l'aiuto delle istituzioni.
"Noi ci sentiamo parte fondante di questo Paese, ci occupiamo di un interesse che riteniamo centrale, quello della passione, anche attraverso le città che esprimono una squadra di calcio in Serie A. È importante l'interlocuzione col governo, coi ministri, con le autorità di tutti i territori".

Qual è la sfida più grande?
"Probabilmente quella contro il razzismo, che è purtroppo una piaga non solo del calcio italiano ma di diversi Paesi e di diversi sport. È chiaro che il contesto dello stadio spesso non aiuti: si partecipa, come tifosi, anche contro l'avversario, ma è un passo culturale che dobbiamo fare. È molto corretto quello che ha dichiarato Rocchi: l'indicazione agli arbitri è chiara in casi gravi, di bloccare la partita. Io credo che questo non avverrà in Italia, perché noto un miglioramento complessivo. La Lega Serie A sta affrontando questo tema in maniera seria ed è nato un brand che si sta espandendo a tutti gli altri sport".

La crescita del calcio europeo è messa in difficoltà da quella del calcio saudita. È preoccupato?
"Assolutamente no. Credo che l'investimento fatto dall'Arabia Saudita abbia portato nelle casse europee una grande quantità di denaro, che verrà usata per acquistare nuovi calciatori. I giocatori andati in Arabia Saudita sono tutti all'apice della propria carriera, i migliori continuano a giocare e crescere nelle grandi leghe europee".

Non solo i giocatori, anche qualche ct…
"Il ct Mancini ha fatto una scelta personale e professionale, l'ha spiegata meglio nelle ultime settimane. Credo che la FIGC abbia saputo rispondere in maniera corretta. Facciamo i migliori auguri al nuovo ct Spalletti".

Che campionato raccontano le prime giornate?
”È il campionato più bello d'Europa. Se analizzate i risultati sul campo, guardate la quantità di gol, siamo il più spettacolare. Io credo che la Serie A abbia deciso di investire sulla trasparenza: siamo stati i primi a puntare sul VAR, sul fuorigioco semi-automatico. Lo faremo adesso, trasmettendo gli audio del VAR: non esiste nessuno che pensa di controllare il campionato. È un campionato vivace, a tutti gli effetti il più bello: negli altri campionati vincono sempre gli stessi".

I tifosi protestano per il caro biglietti. Pensate di intervenire?
"Stiamo monitorando. Credo che tutto si leghi alla cattiva abitudine della pirateria: il calcio non ha fondi pubblici, al di là delle leggende metropolitane. Si deve mantenere: lo fa vendendo i biglietti allo stadio e vendendo i propri diritti. Se un milione di persone pensa di vedere una partita gratis, è un problema. Col Covid i presidenti hanno perso un miliardo di euro, le squadre però si stanno strutturando e continuano gli investimenti: anche i biglietti sono stati adeguati. Però è corretto cercare di trovare un tetto massimo sui biglietti: è aperta una discussione e speriamo che arrivi il prima possibile a qualche novità".

A che punto è la trattativa per i diritti TV?
"Ferma. Abbiamo queste offerte vincolate fino al 15 ottobre, non si riaprirà la fase delle trattative private ma la Lega calcio non accetterà quelle offerte, che sono state giudicate insufficienti".

Lei è pessimista?
"No, come non sono ottimista. Abbiamo un prodotto, che ha un valore, e bisogna che i broadcaster lo paghino il prezzo corretto, senza far valere una scarsa competizione. La Lega non si farà prendere per il collo: siamo aperti a una sfida e la stiamo valutando. Il canale è un'opzione sul tavolo".

Cosa succederà dopo il 15?
"Teoricamente possiamo ripartire con un nuovo bando, come fatto in passato. Molto più probabilmente, l'esperienza intrapresa col canale radio-TV della Lega potrà andare avanti. Non siamo ostaggi".

Quanto è ampia la distanza tra domanda e offerta?
"È consistente, si parla di decine di milioni di euro, ma non incolmabile per broadcaster importanti come sono Dazn, Sky e Mediaset. Continuo a confidare che i manager di queste importanti aziende possano trovare le risorse per investire nel campionato di Serie A".

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