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Avellino, Ballardini: "Ancora non abbiamo fatto nulla. Io mister salvezza? È una stupidata"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 08:48Serie B
di Daniel Uccellieri

Avellino, Ballardini: "Ancora non abbiamo fatto nulla. Io mister salvezza? È una stupidata"

Lunga intervista a Davide Ballardini, tecnico dell'Avellino, sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. "Si guarda prima di tutto all’obiettivo, che è quello della salvezza. Non è facile e ce la dovremo meritare, senza distrazioni". Il tecnico sottolinea subito la priorità, evitando facili entusiasmi nonostante i numeri positivi del suo avvio. "Siamo contenti per quello che è stato fatto, ma consapevoli che non abbiamo ancora fatto nulla. La verità è solo quella". Alla domanda su quanto si aspettasse un impatto simile, Ballardini risponde: "Intanto sono stato contento della chiamata dell’Avellino. Ho conosciuto dirigenti molto appassionati. E la squadra: ero curioso e sono entusiasta". Poi entra più nel dettaglio umano: "Ci sono giocatori perbene che tengono alla squadra, con valori non scontati. È una cosa che mi ha sorpreso in positivo". Ballardini ammette che da avversario aveva una percezione diversa: "Non conoscevo Avellino, ero ignorante. Non mi rendevo conto di cosa ci fosse attorno alla squadra e lo sto scoprendo poco alla volta". Poi un ricordo personale: "Devo fare un ringraziamento a Vincenzo D’Ippolito, che mi ha dato l’opportunità di allenare la squadra dove ho iniziato". Sulla sua immagine da allenatore freddo e concentrato: "Le emozioni le tengo dentro. La tensione e la concentrazione fanno parte del mio modo di vivere la partita". E chiarisce: "La partita è tutto, poi se ottieni un buon risultato puoi anche gioire". L’etichetta di “mister salvezza” non gli piace: "Me l’avete messa voi giornalisti ed è una stupidata". Rivendica invece il suo percorso: "Ho fatto meglio quando ho iniziato rispetto a quando sono subentrato, come al Genoa o al Palermo. E alla Lazio vincendo la Supercoppa: sono fatti oggettivi". Sulle ultime esperienze in Serie A: "A Cremona ho fatto un punto a partita, il meglio possibile". E sul Sassuolo: "C’era tutto per fare bene, ma quell’anno era segnato. Alla prima partita ho perso Berardi per infortunio". Nonostante ciò, rivendica: "Ho tenuto una media punti più alta rispetto a chi mi ha preceduto, ma non è bastato". Il tecnico evidenzia anche il divario tra categorie: "Tra Serie A e Serie B c’è tanta differenza. La qualità dei giocatori è notevole, hanno cilindrate diverse". Ma apre ai giovani: "In B ci sono giocatori che meritano spazio in A". Ballardini parla anche delle influenze moderne: "Da curioso cerchi di prendere dai più bravi. Io più da Guardiola". E aggiunge: "Non ho mai seguito il calcio di Gasperini, Juric o Palladino: hanno un indirizzo chiaro, ma non paragonabile a Sacchi e Guardiola. Poi dico Klopp". Infine, sull’Italia fuori dal Mondiale: "In Italia comandano proprietà e agenti, gli allenatori contano meno". La sua analisi è netta: "Il giocatore capisce se l’allenatore è solido o no". E conclude: "Ci sono meno educatori e istruttori. Bisogna ripartire dagli allenatori, perché la competenza viene sacrificata agli interessi. E così il calciatore non cresce, né come uomo né come atleta".