Reggiana, Spezia e Pescara in Serie C: Zauli e Marcolini spiegano i rischi del ritorno
Reggiana, Spezia e Pescara si preparano a vivere una nuova stagione in Serie C dopo la retrocessione dalla B. Un salto all'indietro che, per piazze di quella caratura, nasconde insidie che vanno ben oltre la classifica. TMW ha interpellato due tecnici, Lamberto Zauli e Michele Marcolini, per capire quali siano le trappole da evitare e le condizioni necessarie per ripartire davvero.
Zauli: "Le difficoltà iniziali sono soprattutto mentali"
Lamberto Zauli conosce il tema per esperienza personale, vissuta sia da allenatore che da giocatore: "Mi è capitato sia da allenatore che da giocatore vivere retrocessioni pesanti e poi dover ripartire. I primi mesi sono sempre i più difficili perché bisogna riconquistare l'ambiente e riportare entusiasmo a una tifoseria abituata ad altri palcoscenici. Solo partendo forte si può ricostruire quell'entusiasmo che poi trascina la squadra. È importante che la società costruisca subito una squadra competitiva. Le difficoltà iniziali spesso sono soprattutto mentali, specie per quei giocatori che hanno sempre fatto categorie superiori e devono adattarsi alla Serie C".
Sul tema dei gironi, Zauli ha allenato in tutti e tre e non individua un raggruppamento strutturalmente più ostico di un altro. Tuttavia lancia un avvertimento: "Sulla carta, però, il prossimo Girone B potrebbe essere davvero molto forte".
Marcolini: "Servono giocatori trainanti e spirito di adattamento"
Michele Marcolini entra nel merito degli errori da evitare per le grandi piazze che tornano in terza serie: "La verità è che il passaggio tra Serie C e Serie B è molto difficile. Vincere la C non è mai semplice. La società deve capire soprattutto quali giocatori siano davvero trainanti dal punto di vista caratteriale e costruire attorno a loro. Poi servono giocatori con spirito di adattamento, perché la Serie C è molto diversa dalla B: spesso si gioca in realtà differenti, in stadi diversi, con contesti differenti. Però alla fine la cosa più importante resta costruire squadre forti tecnicamente e con un'identità chiara di gioco. Per chi vuole vincere, questa è l'unica medicina".
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






