Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche

Caos a Madrid, Perez vuole un leader: l'accordo per il ritorno di Mourinho è a un passo

Caos a Madrid, Perez vuole un leader: l'accordo per il ritorno di Mourinho è a un passoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Michele Pavese
autore
Michele Pavese
sabato 16 maggio 2026, 00:38I fatti del giorno

Il Real Madrid è diventato una bomba a orologeria. E la sensazione, sempre più evidente dalle parti di Valdebebas, è che l’unico nome considerato capace di disinnescarla sia quello di José Mourinho. Perché il caos che si respira oggi nello spogliatoio blanco non è più una semplice crisi tecnica, ma una guerra interna. Lo scontro tra Aurélien Tchouaméni e Federico Valverde, la disfatta nel Clásico che ha consegnato il titolo al Barcellona, le parole incendiarie di Florentino Pérez contro la stampa e soprattutto il caso Kylian Mbappé raccontano di un club che ha perso identità, gerarchie e controllo.

L’episodio più enblematico è probabilmente proprio quello che riguarda il francese. Dopo la partita contro l’Oviedo, Mbappé ha scelto di esporre pubblicamente un problema interno, lanciando un messaggio che nel mondo Real pesa come una sfida diretta all’allenatore: "Mi ha detto che sono la quarta scelta in attacco". La replica di Arbeloa è stata durissima: "Se non lo faccio giocare è perché decido io". Tradotto: nessuno è sopra il Real Madrid, nemmeno Mbappé. Ed è proprio questo il nodo centrale della crisi madridista. Negli ultimi anni il Real ha progressivamente smarrito quella struttura di leadership interna che aveva reso intoccabile lo spogliatoio dell’era Ramos-Cristiano-Modric. Oggi ci sono talenti straordinari, ma manca il controllo. Manca una figura capace di imporsi davvero sopra gli ego. Per questo Florentino Pérez sta pensando a Mourinho: non per nostalgia o per romanticismo, ma per necessità.

Il presidente sa perfettamente che il portoghese rappresenta l’opposto del caos attuale. Mourinho divide l'opinione pubblica, provoca, esaspera, e soprattutto controlla e accentra. Ed è esattamente ciò che manca oggi al Real Madrid: qualcuno che entri nello spogliatoio e faccia capire chi comanda. Non è un caso che proprio Florentino, parlando dello Special One, abbia ricordato pubblicamente come "abbia alzato il livello del club". Perché dentro il Real sono convinti che il ciclo dominante culminato nelle quattro Champions in cinque anni sia nato proprio con Mourinho, con quella ricostruzione feroce dell’identità madridista iniziata nel 2010.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile