Colui che odia cucinare... ma dovrà ora friggere gli avversari. Il Catanzaro ha scelto l'antidivo Mignani
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Claudia Marrone
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Oggi alle 10:18Serie B
autore Claudia Marrone
26.10.2026 10:18Serie B
Dal sogno di fare il pilota di aereo al divenire il Caronte di Catanzaro. Soffre di vertigini, ma non quelle di alta classifica
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Un avvio di stagione da incubo dopo la Serie A sfiorata nella passata stagione, ed ecco dunque che il Catanzaro è tra quelle formazioni che hanno deciso per il cambio di allenatore. Perché il pareggio con l'Hellas è stato solo un'illusione, contro l'Ascoli è arrivato uno schiaffo pesantissimo che è costato molto caro a Giorgio Gorgone, rimpiazzato da Michele Mignani. Ma chi è, il neo allenatore delle Aquile?
Odia cucinare e soffre di vertigini, ma non quelle di classifica.
Domanda quasi retorica, quella fatta prima: che il nome di Mignani sia uno di quelli noti al calcio non c'è bisogno di precisarlo, ha ampia esperienza in categoria. Ma chi sia poi "Michele", più che "Mignani", è cosa meno conosciuta, per quel suo essere una sorta di antidivo, uno che, come spesso ha dichiarato, con il calcio di oggi sente di entrarci poco: non per quel che concerne il campo, chiaramente, ma per quella sovresposizione mediatica che spesso caratterizza i protagonisti di questo sport e alla quale, lui, però, è allergico. Schivo e riservato, non ama molto rilasciare interviste o rendersi troppo protagonista. E non ama neppure cucinare - anche se gradisce andare fuori a mangiare -, lui che da ora in avanti dovrà invece "friggere" gli avversari, per risollevare il Catanzaro dall'ultima posizione della graduatoria cadetta. Soffre di vertigini, Mignani, ma non quelle di classifica, solo di quelle che non gli hanno consentito di divenire un pilota di aereo, suo sogno da bambino."Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior".
Scomodiamo Fabrizio De André, uno dei suoi artisti preferiti, con una frase che può sembrare forte ma si riferisce solo alla classifica prima citata, per quell'ultimo posto che pesa come un macigno, e che ora Mignani dovrà trasformare in fiori. Perché il Catanzaro non può permettersi di retrocedere in Serie C. Certo, la strada è in salita, ma forse è proprio questo "poter coltivare" qualcosa che ha spinto Mignani ad accettare la sfida: di situazioni disperate ne ha già affrontate, e di bei campi ne ha fatti nascere.Altre notizie
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